Far West Overland

16 giorni on the road tra i grandi parchi del Far West americano

giorni 16
difficoltà Facile
persone max 11

Perché fare questo viaggio

Un grande classico rivisitato: 16 giorni on the road da San Francisco a Los Angeles, attraverso il cuore dei parchi nazionali del Far West americano. California, Arizona, Utah e Nevada in un unico semicerchio, con un piccolo gruppo di massimo 11 partecipanti e un’unica guida/autista italiana per l’intero tour, in formula Fly & Drive.

Un susseguirsi di scenari da film: le sequoie giganti, i canyon vertiginosi di Zion e Antelope Canyon, i pinnacoli di Bryce, gli archi di roccia di Moab, l’iconico Monument Valley, il Grand Canyon e i deserti di Joshua Tree, prima del gran finale nella metropoli di Los Angeles. Voli diretti Italia-San Francisco e Los Angeles-Italia inclusi nella quota.

Il programma giorno per giorno

Giorno 1

Italia – San Francisco

Incontro tra i partecipanti in aeroporto in Italia con la guida/autista, formalità d’imbarco e volo diretto sino all’atterraggio sulla costa Pacifica degli Stati Uniti, a San Francisco. Formalità di sbarco, dogana USA, ritiro bagagli e ritiro del van da parte della guida — un’operazione che richiede sempre un po’ di tempo — poi trasferimento in hotel in città.

In base all’orario di arrivo, si valuta il da farsi: una passeggiata nei dintorni dell’hotel per cena, oppure un giro di San Francisco “by night”. Il Grand Tour dei parchi USA sta per iniziare: siamo nel Far West, siamo in America.

Giorno 2

San Francisco e trasferimento verso Yosemite

Sveglia, colazione e buona parte della giornata dedicata alla visita di una delle città più famose al mondo: la baia, il Golden Gate Bridge, il centro storico percorso dai tipici tram, i grattacieli e i quartieri di Oakland, Berkeley e Palo Alto collegati da tre grandi ponti.

Nel pomeriggio si parte in direzione del Parco Nazionale di Yosemite, verso la città di Modesto: un cambio di scenario totale, tra campi a perdita d’occhio, parchi eolici e aranceti. Cena libera e pernottamento in hotel nei pressi del parco.

Giorno 3

Giornata intera nel Parco Nazionale Yosemite

Partenza per lo Yosemite National Park, fondato nel 1890 e patrimonio mondiale UNESCO dal 1984, tra i parchi più visitati degli Stati Uniti: erosioni glaciali impressionanti, le pareti di granito dell’Half Dome (oltre 1000 metri di sviluppo verticale), il profilo di El Capitan e cascate spettacolari. Siamo nel periodo dell’anno migliore per visitarlo, quando la natura è al suo massimo.

Lo Yosemite Village è il punto di riferimento da cui partono le escursioni, con diverse possibilità di interpretare il parco a propria misura: visitiamo le pareti e le cascate più famose e suggestive. Nel pomeriggio raggiungiamo l’hotel appena fuori dal parco: relax, cena e pernottamento.

Giorno 4

Sequoia National Park, gli alberi più grandi al mondo

Oggi la nostra attrazione principale è il Sequoia National Park, nel Sud della Sierra Nevada, in California: istituito nel 1890, ospita il Monte Whitney (4.421 metri), il rilievo più alto degli Stati Uniti esclusa l’Alaska. Se ieri eravamo nel punto più basso, oggi siamo nell’area più elevata degli USA continentali.

L’attrazione principale resta l’albero più grande al mondo per volume, la sequoia “Generale Sherman”: 83 metri di altezza, 31 metri di diametro del fusto, quasi 2 milioni di chili di peso. Ci sentiamo lillipuziani in questo mondo fiabesco, con diverse escursioni tra i giganti (possibile trovare neve). Nel pomeriggio ripartiamo verso l’area di Yosemite per il pernottamento.

Giorno 5

Dalle fertili campagne alle porte del deserto, verso Death Valley

Una giornata di piacevole e variegato passaggio nella grande provincia americana, con avvicinamento al Parco Nazionale della Valle della Morte: strade senza fine, cielo altissimo, piccoli agglomerati urbani ed estesi campi agricoli e aranceti. Sosta a Bakersfield, settima città della California, per apprezzarne le caratteristiche.

Nel pomeriggio raggiungiamo zone sempre più aride, sia in altura che in valle: l’anticamera del deserto che si annuncia come sentinella di un altro mondo. Cena e pernottamento in attesa del Death Valley National Park, che ci attende domani.

Giorno 6

Death Valley surreale, poi la stravagante Las Vegas

Riprendiamo la strada che attraversa la zona arida fino alla principale attrazione di oggi: il Death Valley National Park, una delle regioni più affascinanti degli Stati Uniti occidentali. Un vasto “graben” allungato, circondato da montagne dirupate, con un’aridità totale — alcuni punti scendono fino a -84 metri nel bacino di Badwater, il punto più basso del Nord America. Breve escursione a Zabriskie Point (set del film di Antonioni).

A fine giornata arriviamo nel frastuono della stravagante Las Vegas, la città pazza: sistemazione in hotel, cena e qualche ora di follia prima del pernottamento.

Giorno 7

Attraverso Zion, spettacolo di rocce, verso Bryce

Lasciata Las Vegas si parte con meta Bryce Canyon, lasciando il Nevada per lo Utah, verso il grande vuoto e gli altopiani, tra i territori meno abitati degli USA — il profondo West della vera frontiera. Già in mattinata iniziamo l’attraversamento dello Zion National Park, la cui maggiore attrattiva è l’ardito percorso stradale che si insinua nei meandri di vertiginosi canyon, tra ere geologiche di erosione scolpite dall’acqua.

Il pomeriggio prosegue su strade veloci sull’altopiano di roccia sedimentaria che caratterizza tutto il Far West, fino alle porte del Bryce National Park. Sistemazione in hotel nel tardo pomeriggio, relax, cena e pernottamento.

Giorno 8

Bryce Canyon, qualcosa di mai visto, verso Arches

Visita del Bryce Canyon National Park, istituito nel 1928: non un canyon in senso tradizionale, ma un grandioso anfiteatro dove l’erosione millenaria ha creato guglie e pinnacoli — gli “hoodoos” — dalle forme e colorazioni più svariate, risalenti in gran parte al periodo Cretaceo. Un autentico spettacolo della natura, con diverse camminate panoramiche tra sali e scendi.

Nel pomeriggio trasferimento stradale verso Moab, città base ideale per la visita dell’Arches National Park, attraversando boschi e altopiani rocciosi colorati dal tramonto. Relax, cena e pernottamento.

Giorno 9

Arches National Park, verso Monument Valley

Visita dell’Arches National Park: un’area dove l’erosione idrica ed eolica ha creato impensabili e maestosi archi naturali di roccia rossa, arancio e gialla, scolpiti nell’arenaria sedimentaria nei millenni. Il parco si estende su circa 295 km² e ospita la più alta concentrazione di archi di roccia al mondo, oltre 2000.

Nel primo pomeriggio ripartiamo lungo la spettacolare strada dell’altopiano alla volta del mitico Monument Valley, tra colori rossi e forme spettacolari frutto dell’erosione. Sistemazione in hotel alle porte del parco, relax, una cena a base di menù indiano e pernottamento.

Giorno 10

Monument Valley, un'emozione tutta western, verso Page

Partenza per il Parco americano probabilmente più videoripreso e fotografato della storia del cinema, divenuto simbolo degli Stati Uniti: un antico letto fluviale al confine tra Utah e Arizona, dove l’erosione dei grandi fiumi e delle ere glaciali ha regalato pinnacoli di roccia slanciati verso il cielo per centinaia di metri — set di innumerevoli film western. Lo percorriamo in lungo e in largo con il nostro van, su un preciso percorso sterrato rosso ad anello, con brevi passeggiate.

Nel pomeriggio ripartiamo verso la piacevole cittadina di Page, dove arriviamo sul finire della giornata, in attesa del miracolo della natura che visiteremo l’indomani.

Giorno 11

Antelope Canyon, verso l'area del Grand Canyon

Partenza per Horseshoe Bend, spettacolare curva a gomito del fiume Colorado, e visita in tarda mattinata della diga Powell. Nelle ore centrali della giornata entriamo nell’Antelope Canyon, nella riserva Navajo: qui l’erosione idrica ha creato, appena sotto la superficie terrestre, uno degli spettacoli naturalistici più suggestivi che si possano vedere — fasci di luce e colori in continuo cambiamento, visitato insieme a una guida locale indiana, un vero paradiso per i fotografi.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Tusayan, alle porte del Grand Canyon National Park: sistemazione in hotel, relax, cena e pernottamento.

Giorno 12

Grand Canyon National Park, verso le terre dell'oro

Partenza di buon mattino per il Grand Canyon, per ammirare con luce diversa queste morfologie geologiche frutto dell’erosione idrica e dei corrugamenti tettonici: la geologia dell’area espone una delle sequenze rocciose più complete degli USA, quasi due miliardi di anni di storia della Terra. Visita completa del settore pedonale, con l’ausilio dei bus navetta del parco per raggiungere i belvedere più spettacolari, con la possibilità di modeste discese lungo le falesie.

Nel pomeriggio, appagati, trasferimento in van verso le terre dell’oro: sistemazione in hotel, relax, cena e pernottamento.

Giorno 13

Route 66, terre dell'oro e Joshua Tree National Park

Giornata divisa in due parti: al mattino l’attraversamento dell’altopiano desertico ricco di insediamenti auriferi, tra paesaggi sconfinati e piccoli insediamenti di cercatori d’oro giunti da tutto il mondo. Nel pomeriggio, attraversamento e visita del Joshua Tree National Park: distese di yucche giganti e bizzarri cumuli rocciosi, due ecosistemi desertici distinti determinati principalmente dall’altitudine.

Siamo nel cuore del Far West meno decantato ma più autentico, dove si percepisce la bellezza selvaggia e lo spessore spirituale delle etnie originarie. Nel pomeriggio raggiungiamo l’hotel appena fuori dal parco, nella Yucca Valley: relax, cena e pernottamento.

Giorno 14

Raggiungiamo la metropoli di Los Angeles

Dalla Yucca Valley ci dirigiamo verso l’infinita periferia di Los Angeles, una delle aree metropolitane più estese al mondo: Palm Springs, un’oasi verde nel deserto, poi San Bernardino e Ontario. Attraversiamo piccoli insediamenti tutti uguali — strada maestra, distributore, supermercato, chiesa, municipio e scuola — come nei film anni ’50.

Entriamo finalmente nella downtown di Los Angeles, passeggiando lungo il Sunset Boulevard e la sua Walk of Fame, verso Beverly Hills, fino alla collina di Hollywood e all’osservatorio Griffith, da cui si domina l’intera megalopoli. Sosta in hotel e, in serata, passeggiata a Venice e Long Beach per l’ultima cena in USA.

Giorno 15

Los Angeles in libertà, volo notturno per l'Italia

Preparazione dei bagagli e uscita con il van nella downtown di Los Angeles: la mattinata è solitamente dedicata a qualche visita o acquisto dell’ultima ora, oppure a una piacevole passeggiata sul lungomare o in uno dei parchi cittadini, per assaporare appieno lo spirito di questa metropoli a dimensione umana.

In tarda mattinata o nel primo pomeriggio, in base al piano di volo, trasferimento con il van privato in aeroporto: pratiche di imbarco e volo diretto notturno verso l’Europa, destinazione Roma Fiumicino.

Giorno 16

Arrivo in Italia

Arrivo previsto in Italia in tarda mattinata: ritiro bagagli, saluti e ripartenze per le proprie dimore. Si conclude qui il Gran Tour del Far West americano — un viaggio che non sarà stato una vacanza, ma un’autentica avventura, da cui si torna stanchi ma felici di aver vissuto momenti memorabili.

Informazioni di viaggio

Attraversiamo l’estremo Sud-Ovest degli Stati Uniti nel periodo primaverile, tra i migliori per visitare questi luoghi. Con una latitudine poco più a Sud rispetto all’Italia e stagioni simili alle nostre, l’escursione termica è ampia: dal clima arido e caldo delle aree desertiche a quello fresco, freddo e a tratti piovoso delle alture. Un abbigliamento completo è indispensabile — per il caldo secco basta poco, ma per le temperature fredde della mattina o dei parchi in quota servono un cappello di pile, un piumino leggero e un pantalone caldo non imbottito.

La formula di viaggio è itinerante, quasi un vero overland, alternata a escursioni naturalistiche di tipo turistico attivo, dai pochi minuti alla mezza giornata, senza difficoltà oggettive e alla portata di qualsiasi curioso minimamente allenato. Zaino da escursione con lo stretto necessario: macchina fotografica, giacca a vento, frutta o cioccolata e borraccia.

È necessario per tutti i partecipanti il visto ESTA per l’ingresso negli Stati Uniti, da richiedere online prima della partenza. Passaporto in corso di validità per l’intera durata del tour. Connessione GSM quasi ovunque presente, Wi-Fi generalmente disponibile nelle strutture ricettive.

Gli spostamenti sono realizzati con un van — un minibus adibito al trasporto persone, prodotto per 15 posti ma allestito per questo viaggio con 12 sedute e ampio bagagliaio. Non è un bus gran turismo: sedute comode ma non poltrone, spazi adeguati ma da gestire con un bagaglio ridotto al minimo. Resta comunque il mezzo più adatto per questa tipologia di programma, veloce e agile, senza le limitazioni dei bus di dimensioni maggiori.

Il gruppo, tra un minimo di 9 e un massimo di 11 partecipanti, è seguito dalla partenza dall’Italia e per l’intero tour da un’unica guida/autista italiana, esperta dei parchi USA, in formula Fly & Drive: un assetto che permette di seguire al meglio il piccolo gruppo, abbattendo i costi fissi senza rinunciare all’attenzione personale.

Gli hotel sono scelti con attenzione a pulizia, cortesia e comfort, possibilmente a conduzione di operatori locali o comunque caratteristici dello standard ricettivo medio-alto americano: strutture 3-4 stelle scala USA, tipiche del viaggio “on the road”. Camere solitamente molto grandi, con letti enormi, bagno privato, TV, aria condizionata, macchina per caffè/tè e frigo. La colazione è sempre inclusa.

La condivisione della camera doppia, per chi viaggia da solo, avviene con persone dello stesso sesso e possibilmente della stessa età. La camera singola non è prevista come tale nel sistema alberghiero USA: per ottenerla è necessario rifare l’intera prenotazione aggiungendo una camera, con un costo aggiuntivo che va sommato per intero alla quota di partecipazione.

La ristorazione statunitense ha una contaminazione internazionale, frutto della storia del Paese e dell’immigrazione da ogni parte del mondo. La quota comprende la colazione, solitamente abbondante tra salato e dolce, servita in hotel o in un locale adiacente. Pranzi e cene sono invece liberi, con il coordinamento della guida nella scelta dei luoghi più adatti.

Il pranzo è solitamente leggero e consumato strada facendo (Euro 5-15/persona, bevande alcoliche escluse): supermercati e centri commerciali offrono pietanze fresche o pronte, spesso con angoli pranzo dedicati, oppure si trovano aree pic-nic lungo il percorso. La cena, più strutturata (Euro 25-35/persona, bevande alcoliche escluse), si consuma nei ristoranti tipici in città o nei pressi dell’hotel, alla carta o a buffet libero: la carne è protagonista, ma non mancano pesce e verdure.

Nota: negli Stati Uniti la mancia del 10-15% nei ristoranti è pressoché obbligatoria e i prezzi sono sempre esposti senza tasse (mediamente il 15% in più). Gli orari di cena sono più anticipati rispetto alle abitudini italiane: meglio presentarsi non oltre le 20:00, idealmente verso le 19:00-19:30.

Domande frequenti

Serve un visto per entrare negli Stati Uniti?

Sì, ma non è un visto vero e proprio: serve l’ESTA, un’autorizzazione elettronica da richiedere online prima della partenza, valida due anni per soggiorni turistici fino a 90 giorni. Occorre un passaporto elettronico con chip biometrico.

Va richiesta personalmente sul sito ufficiale del governo statunitense: esta.cbp.dhs.gov. Attenzione ai siti che offrono lo stesso servizio a prezzi molto più alti: sono intermediari privati, non l’ente ufficiale, e non fanno nulla che non possiate fare voi in dieci minuti. Il costo aggiornato è quello indicato sul sito ufficiale.

Verificate infine che il nome comunicato in fase di prenotazione corrisponda esattamente a quello sul passaporto, ed è consigliata la consultazione del sito viaggiaresicuri.it della Farnesina per le indicazioni aggiornate.

Le carte di credito sono utilizzabili negli USA?

Sì, sono accettate ovunque, anche per importi minimi: il contante è quasi superfluo tranne che per le mance al ristorante. È comunque buona norma verificare con il proprio istituto che la carta sia abilitata all’uso all’estero prima della partenza.

Come funziona la mancia nei ristoranti?

Negli Stati Uniti la mancia del 10-15% è considerata pressoché obbligatoria e va aggiunta al conto, che viene sempre esposto senza tasse (mediamente il 15% in più rispetto al prezzo indicato). È bene mettere in conto questo costo aggiuntivo quando si valuta il budget per pranzi e cene, entrambi liberi in questo programma.

Che prese elettriche si trovano negli Stati Uniti?

Attenzione, perché qui non basta l’adattatore: negli Stati Uniti e in Canada la corrente è a 110-120 volt, non a 220 come in Italia, e le prese sono di tipo A e B, con lamelle piatte.

Adattatore universale da viaggio visto sui due lati: presa universale frontale con due porte USB, e spine estraibili per gli standard europeo, americano, britannico e australiano

Quasi tutti i caricabatterie moderni — telefono, macchina fotografica, computer — funzionano su entrambi i voltaggi: si controlla sull’alimentatore, dove c’è scritto “100-240V”. Per quelli basta un adattatore di forma. Il problema riguarda phon, piastre e rasoi elettrici acquistati in Italia: se non sono dual-voltage, a 110 volt vanno male o si danneggiano, e un adattatore da solo non li protegge. In compenso il phon in camera, negli hotel americani, c’è quasi sempre.

Quale bagaglio portare per il Far West Overland?

Un borsone o trolley non rigido da 50/60 litri, morbido o semi-morbido, e uno zaino da escursionismo da 25/35 litri (max 45×60×50 cm) da portare in aereo come bagaglio a mano, utile anche per le escursioni giornaliere nei parchi.

Il minibus è agile proprio perché non è un pullman gran turismo: lo spazio per i bagagli è calcolato, e un guscio rigido non si adatta al carico. Il peso va tenuto entro i 15-18 kg, perché ognuno gestisce il proprio bagaglio a ogni cambio di hotel — e in questo tour si cambia quasi ogni giorno.

Due borsoni morbidi Samsonite neri: uno aperto che mostra il vano interno, uno chiuso con ruote e maniglia telescopicaSchema comparativo delle taglie del borsone, con sagome umane alte 163 e 176 cm come riferimento

Lo schema mostra due taglie da 105 e 137 litri: serve come riferimento di forma e proporzioni, non di capienza. Il litraggio da rispettare resta quello indicato sopra, 50/60 litri.

Cosa mettere in valigia per il Far West Overland?

Tra il deserto del Mojave e i parchi in quota l’escursione termica è notevole, e nella stessa giornata si passa dal caldo pieno al fresco: la regola è vestirsi a strati. Durante il tour è possibile lavare la biancheria, quindi non serve moltiplicare i ricambi.

Biancheria intima

  • Biancheria in quantità a scelta
  • 5 magliette a pelle (filo di Scozia o tessuti drenanti)
  • 3 paia di calze medio-leggere da riposo (spugna di cotone)
  • 1 paio di calzettoni da escursionismo

Abbigliamento

  • 2 maglie o camicie a maniche lunghe in cotone
  • 1 maglione in pile o un piumino leggero per la sera
  • 1 giacca o mantella impermeabile
  • 1 berrettino leggero
  • 1 cappellino per il sole
  • 1 paio di guanti leggeri, per le mattine fresche nei parchi in quota
  • Magliette leggere a maniche corte
  • 2 paia di pantaloni da viaggio, leggeri e comodi
  • 1 paio di pantaloni da escursionismo elasticizzati
  • 2 paia di pantaloni corti

Calzature

  • 1 paio di scarpe da viaggio e riposo: comode, leggere, robuste
  • 1 paio di scarpe da escursionismo
  • 1 paio di ciabattine o sandali bassi di gomma

Accessori e attrezzature

  • 1 accappatoio in microfibra o un telo da bagno
  • Kit di pulizia personale (spazzolino, dentifricio, sapone, shampoo, crema per le mani)
  • Kit farmacia personale
  • 1 pigiama leggero in cotone
  • 1 paio di occhiali da sole
  • 1 piccola luce tascabile
  • Crema solare, protezione 15 minimo: nei parchi desertici il sole non perdona
  • 1 adattatore universale per le prese americane di tipo A e B
  • 1 binocolo tascabile
  • 1 costume da bagno
  • Bastoncini telescopici per le escursioni (opzionali)
  • 1 coltellino svizzero, rigorosamente nel bagaglio in stiva (opzionale)
  • 1 borraccia da un litro (opzionale)
  • 1 thermos piccolo (opzionale)
  • Macchina fotografica
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