Canada Overland

18 giorni on the road tra i grandi parchi di USA e Canada

giorni 18
difficoltà Medio
persone max 11

Perché fare questo viaggio

Un vero Overland transfrontaliero: 18 giorni da Salt Lake City a Seattle, attraversando cinque stati americani (Utah, Idaho, Wyoming, Montana, Washington) e due province canadesi (Alberta, British Columbia), con un piccolo gruppo di massimo 11 partecipanti guidato da un’unica guida/autista italiana per l’intero tour, in formula Fly & Drive con Super Mini Bus.

Dai geyser e alle sorgenti calde di Yellowstone ai ghiacciai del Glacier National Park, dalle acque turchesi di Lake Louise alla spettacolare Icefields Parkway, fino alle foreste pluviali temperate della British Columbia e al respiro oceanico di Vancouver e Seattle: un doppio Far West, americano e canadese, in un unico racconto itinerante. Quattro voli intercontinentali Italia-Salt Lake City e Seattle-Italia inclusi nella quota.

Il programma giorno per giorno

Giorno 1

Italia – Salt Lake City

Ritrovo dei partecipanti in aeroporto in Italia con la guida/autista, disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza con volo verso Ovest, scalo tecnico intermedio incluso, in direzione Salt Lake City, nello Utah. Grazie al fuso orario, si atterra ancora nella stessa data della partenza, dopo circa 12-13 ore di volo complessive.

Formalità di sbarco, controlli doganali, ritiro bagagli e presa in consegna del minibus che ci accompagnerà per l’intero tour. Trasferimento in hotel e, in base all’orario di arrivo, una prima cena tutti insieme “by night” nel cuore di questa città nata dall’economia mineraria e agricola, oggi pilastro dell’economia del Nord America.

Giorno 2

Antelope Island e Grand Teton National Park

Sveglia all’alba del vero e proprio inizio del viaggio: prima una breve visita del centro di Salt Lake City, tra il Campidoglio dello Utah e il Tempio Mormone, poi si parte in direzione di Antelope Island, isola all’interno del Grande Lago Salato — il più esteso specchio d’acqua salata degli Stati Uniti, appena 15 metri di profondità media su 5000 km² di superficie. Tra clima quasi desertico e mandrie di bisonti allo stato brado, con un pizzico di fortuna si avvistano anche le velocissime antilocapre.

Nel pomeriggio si prosegue verso l’Idaho, in direzione delle Montagne Rocciose, fino alle porte del Grand Teton National Park: sistemazione in hotel, cena libera e pernottamento.

Giorno 3

Grand Teton National Park, il volto più severo delle Rocciose

Da Idaho Falls si entra in un paesaggio di dune, praterie e foreste fino all’abitato di Jackson Hole, portale d’accesso al Grand Teton National Park — probabilmente il profilo montano più scenografico di tutte le Montagne Rocciose americane. Dopo pranzo, la prima vera escursione del viaggio: l’anello tra Taggart Lake e Bradley Lake, due laghi di origine glaciale incastonati in una foresta di conifere e betulle, popolata da alci (il simbolo del parco), wapiti, aquile dalla testa bianca, coyote e, con un po’ di fortuna, orsi neri e grizzly.

Nel tardo pomeriggio si raggiunge il cottage per il pernottamento, immersi nella quiete della foresta.

Giorno 4

Yellowstone, il paradiso vulcanico: settore centro-meridionale

Si entra nel Parco Nazionale più antico del mondo, dove si trascorreranno tre giorni e due notti immersi in un’enorme caldera vulcanica ancora attiva. Prima tappa Yellowstone Lake e i suoi fenomeni geotermici, poi nel pomeriggio le Cascate dello Yellowstone River, che con due spettacolari salti d’acqua incarnano tutta la potenza di questo territorio. Non manca l’avvistamento di bisonti, molto numerosi in quest’area del parco.

Ci si sposta verso l’hotel nel villaggio di Yellowstone West nel tardo pomeriggio, l’ora migliore per nuovi incontri con la fauna selvatica lungo il tragitto.

Giorno 5

Yellowstone, il settore centrale: geyser e sorgenti termali

Seconda giornata nel parco, dedicata al mattino agli avvistamenti di bisonti e wapiti, poi a un crescendo di fenomeni geotermici tra fumarole, pozze di fango bollente e piccoli geyser. Il culmine arriva con due delle attrazioni più celebri di Yellowstone: la sorgente termale Grand Prismatic Spring, dai colori accesi e cangianti, e l’eruzione del geyser Old Faithful, ammirata comodamente all’ora di pranzo presso il centro visite principale.

Il pomeriggio prosegue tra le formazioni geotermiche del Norris Geyser Basin e brevi passeggiate alla scoperta della flora locale, prima del rientro verso Yellowstone West.

Giorno 6

Yellowstone, il settore settentrionale: Lamar Valley

Ultimo giorno nel parco, in direzione Nord verso l’uscita: prima tappa la Lamar Valley, protagonista di numerosi documentari National Geographic, dove l’osservazione della fauna raggiunge il suo apice — bisonti in scenari incredibili, wapiti, antilocapre al galoppo tra le praterie, il maestoso bighorn e diversi altri incontri possibili. Ultima tappa prima dei confini del parco sono i terrazzamenti calcarei di Mammoth Hot Springs.

Pranzo nell’adiacente villaggio e centro visite, poi si esce dal parco in direzione della cittadina di Bozeman: sistemazione in hotel, cena libera e pernottamento.

Giorno 7

Il country land del Montana, verso il Glacier National Park

Giornata dedicata alle praterie del Montana in direzione Glacier National Park, aperta dalla visita del Museo Paleontologico di Bozeman, con una delle collezioni di fossili di dinosauri più importanti degli Stati Uniti. Si prosegue poi tra piccole cittadine cresciute durante la febbre dell’oro di metà Ottocento: sosta a Butte, dove si pranza e si passeggia tra gli “antichi splendori” di un passato legato alle miniere.

Il viaggio riprende tra ranch e praterie sconfinate fino alle porte del Glacier National Park, con arrivo in hotel in serata.

Giorno 8

Glacier National Park, tra i due Paesi

Si entra nel Glacier National Park, area protetta istituita nel 1911 a cavallo tra Stati Uniti e Canada: dei 150 ghiacciai censiti alla fondazione ne restano oggi appena 25 attivi, destinati a scomparire entro pochi decenni per il riscaldamento globale. Si percorre la Going-to-the-Sun Road, che attraversa il parco tra laghi e boschi di conifere e betulle, fino al Passo Logan (2033 m), nel cuore delle Montagne Rocciose, per poi camminare fino all’Hidden Lake e al suo spettacolare punto panoramico.

Possibili avvistamenti della candida capra delle nevi, endemismo esclusivo delle Rocciose di USA e Canada, del bighorn, della marmotta americana e, più raramente, del grizzly. Pernottamento nei pressi del confine tra i due Paesi.

Giorno 9

Il confine con il Canada, Calgary e Banff

Ultima mattinata nel Glacier National Park prima di varcare il confine: pochi minuti di macchina fino alla Many Glacier Valley, dove si cammina tra boschi di betulle dallo Sherburne Lake fino a un anfiteatro di origine glaciale, con possibili incontri ravvicinati con l’alce. Si passa quindi il confine canadese in direzione Calgary, capitale dell’Alberta, con una breve passeggiata nel centro città.

Seguendo il profilo delle Montagne Rocciose canadesi si entra nei parchi nazionali di questo versante: primo fra tutti il Banff National Park, dove si pernotta nel pittoresco villaggio omonimo.

Giorno 10

Lake Louise e il Banff National Park

Giornata interamente dedicata al Banff National Park e alle sue scenografie, tra le più suggestive di tutto il viaggio: boschi di conifere dal verde intenso, punteggiati dal giallo-arancio delle betulle, fino al Lake Louise, gioiello incastonato tra le montagne il cui colore turchese è determinato da un particolare fenomeno erosivo di origine glaciale. È uno dei laghi più fotografati del Canada, meta di grande richiamo turistico: conviene arrivare presto al mattino.

Nei sentieri laterali si cercano altri laghi minori e i celebri “Lake Agnes Tea House”, sempre con un occhio alla fauna selvatica. Al rientro, sosta nel villaggio di Banff tra le vetrine dei negozietti tipici.

Giorno 11

Icefields Parkway, la strada dei ghiacciai fino a Jasper

Una delle strade più spettacolari dell’intero viaggio: l’Icefields Parkway, patrimonio UNESCO, che attraversa un susseguirsi ininterrotto di valloni glaciali, laghi come il celebre Peyto Lake, lingue glaciali come l’Athabasca Glacier e cascate come le Athabasca Falls. Non mancano gli avvistamenti di wapiti, alci, caribù e orsi lungo il percorso, affrontato con calma tra soste fotografiche e brevi passeggiate.

Arrivo a Jasper e nell’omonimo parco nazionale in tardo pomeriggio, per la sistemazione in hotel.

Giorno 12

Le foreste della British Columbia fino a Kamloops

Giornata di trasferimento, ma tutt’altro che povera di attrattive: si lascia l’Alberta per la British Columbia, guadagnando un’ora di fuso orario. La prima parte del percorso attraversa il Mount Robson National Park, con soste tra boschi di conifere, laghi e fiumi, prima di entrare nella regione di Kamloops, storica terra di cercatori d’oro.

Lungo il tragitto, tra praterie e scorci panoramici, sono possibili avvistamenti di orsi neri, aquile dalla testa bianca, bighorn e wapiti. Arrivo in hotel in serata.

Giorno 13

Foreste pluviali temperate verso le porte di Vancouver

L’avvicinamento a Vancouver prosegue da Kamloops, con la visita occasionale di un villaggio in stile western prima di salire di quota tra le foreste pluviali temperate della regione: cedri rossi (Thuja) di dimensioni imponenti dominano il paesaggio, protagonisti assoluti della giornata. Diverse soste tra queste foreste antiche, ricche di storia e di energia, per assorbirne appieno l’atmosfera.

Si intravedono i primi fiordi che annunciano Vancouver, con possibili avvistamenti dell’elusivo orso nero, fino a Squamish, villaggio che prende nome da un’antica tribù di nativi, dove si pernotta alle porte della città.

Giorno 14

Vancouver, la città perfetta

L’arrivo a Vancouver, capoluogo della British Columbia, è una rivelazione: città verdissima, con lo Stanley Park a farle da polmone, moderna e ricca di attrazioni ambientali, museali e culturali. Prima giornata dedicata alla visita dei luoghi principali: lo stesso Stanley Park e i suoi totem nativi, il porto, Gastown, Granville Island, Chinatown e il lungomare, fino al tramonto ammirato dallo skyline della città, uno dei punti panoramici più fotografati del Canada.

Sistemazione in hotel in centro, cena libera in uno dei tanti quartieri gastronomici della città.

Giorno 15

Vancouver in libertà

Giornata libera a Vancouver: tempo a disposizione per il Museum of Anthropology, con la sua collezione di arte e reperti dei popoli nativi, la Vancouver Art Gallery, l’acquario cittadino, oppure l’escursione in barca per l’avvistamento di orche e balene (prenotazione consigliata il giorno precedente in porto). La guida resta a disposizione con il minibus per accompagnare chi lo desidera. Per i più intraprendenti, è possibile anche un volo di andata e ritorno in giornata verso l’affascinante Vancouver Island.

Ritrovo di tutto il gruppo in tardo pomeriggio, cena libera e pernottamento.

Giorno 16

Rientro in USA: Seattle, la città della musica e del futuro

Si lascia il Canada per rientrare negli Stati Uniti, con destinazione Seattle — la città di Microsoft, Boeing e Starbucks. Prima tappa lo storico quartiere del porto dei pescherecci, poi pomeriggio libero per le principali attrazioni: un downtown vivace, quartieri etnici di ogni provenienza, un lungomare animato e l’anima “grunge” che ha dato i natali a Nirvana, Soundgarden, Pearl Jam e Alice in Chains. Consigliata la visita del Museum of Pop Culture, dedicato a musica e fantascienza.

Sistemazione in hotel in centro, cena libera e ultimo pernottamento del tour.

Giorno 17

Seattle in libertà, volo di rientro

Ultima mattinata a disposizione per Seattle: un’ultima passeggiata in centro o lungo il waterfront, prima del trasferimento in aeroporto in base al piano di volo assegnato. Formalità di imbarco e partenza con volo intercontinentale, scalo tecnico incluso, in direzione Italia.

Giorno 18

Arrivo in Italia

Arrivo in Italia, ritiro bagagli e saluti tra i partecipanti: si chiude qui il Gran Tour del doppio Far West, americano e canadese. Diciotto giorni intensi, tra parchi nazionali, ghiacciai, laghi glaciali e città sull’oceano, da cui si torna con la sensazione di aver attraversato un intero continente selvaggio.

Informazioni di viaggio

Il tour attraversa cinque stati americani e due province canadesi nei mesi centrali dell’estate boreale, il periodo con le maggiori ore di luce per sfruttare al meglio le lunghe giornate on the road. Il clima varia molto tra le zone interne, secche e calde di giorno ma fresche in quota nelle Rocciose, e la costa pacifica di Vancouver e Seattle, più umida e soggetta a rovesci improvvisi anche in piena estate: è indispensabile un abbigliamento a strati, con una giacca impermeabile leggera sempre a portata di mano.

La formula è quella di un vero Overland, con trasferimenti quotidiani alternati a passeggiate ed escursioni naturalistiche di difficoltà contenuta — alcune con dislivelli fino a 350 metri e percorsi di 7-8 km, alla portata di chi ha una minima abitudine al cammino. Zaino da escursione con l’essenziale: macchina fotografica, giacca a vento, snack e borraccia.

Per l’ingresso negli Stati Uniti è obbligatorio il visto ESTA, da richiedere online prima della partenza; l’ingresso in Canada via terra non richiede visto per i cittadini italiani, è sufficiente il passaporto in corso di validità per l’intera durata del viaggio. Copertura GSM pressoché ovunque, Wi-Fi generalmente disponibile in hotel.

Il tour si muove su un Super Mini Bus, allestito per un massimo di 12 posti: non è un pullman gran turismo, ma un mezzo agile e duttile, capace di raggiungere destinazioni spesso precluse ai bus di grandi dimensioni, ideale per un programma itinerante come questo tra due Paesi.

Il gruppo, tra un minimo di 9 e un massimo di 11 partecipanti, viaggia dall’Italia con un’unica guida/autista italiana per l’intero tour, in formula Fly & Drive: quattro voli di linea intercontinentali sono inclusi nella quota (andata Italia-Salt Lake City e ritorno Seattle-Italia, entrambi con scalo tecnico). La quota comprende inoltre l’assicurazione medico, bagaglio e annullamento, e la RC del minibus a noleggio.

Il pernottamento è sempre in hotel 3-4 stelle secondo lo standard USA/Canada, spesso all’interno di catene alberghiere note come Best Western, Quality Inn o La Quinta: camere ampie, letti generosi, bagno privato, TV, aria condizionata, macchina per caffè/tè e frigo. La colazione a buffet, dolce e salata, è sempre inclusa nella quota.

Chi viaggia da solo condivide la camera doppia con persone dello stesso sesso e, quando possibile, di età simile. Nel sistema alberghiero nordamericano la camera singola non è una tipologia standard: ottenerla comporta rifare l’intera prenotazione con l’aggiunta di una camera, il cui costo va interamente sommato alla quota di partecipazione.

La quota include le 16 colazioni in hotel, mentre pranzi e cene sono lasciati liberi, così da poter scegliere di volta in volta il luogo più adatto insieme alla guida — una libertà preziosa in un Paese dove la scelta gastronomica, tra supermercati, aree pic-nic e ristoranti tipici, è pressoché infinita.

Il pranzo, spesso consumato strada facendo, ha un costo indicativo di 5-10 euro a persona (bevande alcoliche escluse): comodo approfittare degli angoli pranzo nei supermercati o delle numerose aree pic-nic lungo il percorso. La cena, più strutturata, ha un costo indicativo di 25-35 euro a persona: si privilegiano ristoranti tipici in città o nei pressi dell’hotel, alla carta o a buffet, dove la carne resta protagonista ma non mancano pesce e verdure.

Nota: negli Stati Uniti e in Canada la mancia del 10-15% al ristorante è considerata pressoché obbligatoria e va aggiunta al conto, sempre esposto senza tasse incluse. Eventuali allergie, intolleranze o preferenze alimentari vanno segnalate al momento dell’iscrizione.

Domande frequenti

Serve un visto per entrare in Canada, oltre all'ESTA per gli USA?

Per gli Stati Uniti serve l’ESTA: non un visto vero e proprio, ma un’autorizzazione elettronica da richiedere online prima della partenza, valida due anni per soggiorni turistici fino a 90 giorni. Occorre un passaporto elettronico con chip biometrico. Si richiede personalmente sul sito ufficiale del governo statunitense: esta.cbp.dhs.gov. Attenzione ai siti che la rivendono a prezzo maggiorato: sono intermediari privati, non l’ente ufficiale.

Per il Canada non serve nulla: in questo tour la frontiera si attraversa via terra, e per i cittadini italiani è sufficiente il passaporto in corso di validità. L’autorizzazione eTA canadese è richiesta solo a chi entra per via aerea.

Si consiglia comunque la consultazione del sito viaggiaresicuri.it della Farnesina per le indicazioni aggiornate su entrambi i Paesi.

Che prese elettriche si trovano negli Stati Uniti e in Canada?

Attenzione, perché qui non basta l’adattatore: negli Stati Uniti e in Canada la corrente è a 110-120 volt, non a 220 come in Italia, e le prese sono di tipo A e B, con lamelle piatte. Lo standard è lo stesso nei due Paesi, quindi un solo adattatore basta per tutto il viaggio.

Adattatore universale da viaggio visto sui due lati: presa universale frontale con due porte USB, e spine estraibili per gli standard europeo, americano, britannico e australiano

Quasi tutti i caricabatterie moderni — telefono, macchina fotografica, computer — funzionano su entrambi i voltaggi: si controlla sull’alimentatore, dove c’è scritto “100-240V”. Per quelli basta un adattatore di forma. Il problema riguarda phon, piastre e rasoi elettrici acquistati in Italia: se non sono dual-voltage, a 110 volt vanno male o si danneggiano, e un adattatore da solo non li protegge.

Quale bagaglio portare per il Canada Overland?

Un borsone o trolley non rigido da 50/60 litri, morbido o semi-morbido, e uno zaino da escursionismo da 25/35 litri (max 45×60×50 cm) da portare in aereo come bagaglio a mano, che serve anche per le escursioni giornaliere nei parchi.

Il Super Mini Bus è agile proprio perché non è un pullman gran turismo: lo spazio per i bagagli è calcolato, e un guscio rigido non si adatta al carico. Il peso va tenuto entro i 18-20 kg, perché ognuno gestisce il proprio bagaglio a ogni cambio di hotel — e su un itinerario tra due Paesi si cambia spesso.

Due borsoni morbidi Samsonite neri: uno aperto che mostra il vano interno, uno chiuso con ruote e maniglia telescopicaSchema comparativo delle taglie del borsone, con sagome umane alte 163 e 176 cm come riferimento

Lo schema mostra due taglie da 105 e 137 litri: serve come riferimento di forma e proporzioni, non di capienza. Il litraggio da rispettare resta quello indicato sopra, 50/60 litri.

Cosa mettere in valigia per il Canada Overland?

Il clima cambia parecchio lungo il percorso: zone interne secche con forte escursione termica fra giorno e notte in quota, e la costa di Vancouver e Seattle, più umida e piovosa anche d’estate. La regola è vestirsi a strati e non lasciare a casa l’impermeabile. Durante il tour è possibile lavare la biancheria, quindi non serve moltiplicare i ricambi.

Biancheria intima

  • Biancheria in quantità a scelta
  • 5 magliette a pelle (filo di Scozia o tessuti drenanti)
  • 3 paia di calze medio-leggere da riposo (spugna di cotone)
  • 1 paio di calzettoni da escursionismo

Abbigliamento

  • 2 maglie o camicie a maniche lunghe in cotone
  • 1 maglione in pile o un piumino leggero per la sera
  • 1 giacca o mantella impermeabile: sulla costa pacifica serve davvero
  • 1 berrettino leggero
  • 1 cappellino per il sole
  • 1 paio di guanti leggeri, per le mattine fresche in quota
  • Magliette leggere a maniche corte
  • 2 paia di pantaloni da viaggio, leggeri e comodi
  • 1 paio di pantaloni da escursionismo elasticizzati
  • 2 paia di pantaloni corti

Calzature

  • 1 paio di scarpe da viaggio e riposo: comode, leggere, robuste
  • 1 paio di scarpe da escursionismo
  • 1 paio di ciabattine o sandali bassi di gomma

Accessori e attrezzature

  • 1 accappatoio in microfibra o un telo da bagno
  • Kit di pulizia personale (spazzolino, dentifricio, sapone, shampoo, crema per le mani)
  • Kit farmacia personale
  • 1 pigiama leggero in cotone
  • 1 paio di occhiali da sole
  • 1 piccola luce tascabile
  • Crema solare, protezione 15 minimo
  • 1 adattatore universale per le prese americane di tipo A e B
  • 1 binocolo tascabile: tra Grand Teton e Yellowstone la fauna si osserva a distanza
  • 1 costume da bagno
  • Bastoncini telescopici per le escursioni (opzionali)
  • 1 coltellino svizzero, rigorosamente nel bagaglio in stiva (opzionale)
  • 1 borraccia da un litro (opzionale)
  • 1 thermos piccolo (opzionale)
  • Macchina fotografica
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