Overland

18 giorni in overland dalla Penisola Valdes a Ushuaia, tra ghiacciai, trekking e steppa patagonica

giorni 18
difficoltà Impegnativo
persone max 14

Perché fare questo viaggio

Il “mitico Overland” è il nostro Grand Tour più completo della Patagonia: oltre 3.000 km da percorrere in mini bus privato, dalla Penisola di Valdes fino a Ushuaia, la città più australe del mondo. Un programma che dal 1997 raccoglie il meglio dei due versanti, argentino e cileno, alternando lunghi trasferimenti “on the road” a giornate intere di trekking nei luoghi più iconici della Patagonia: i campi base di Fitz Roy e Cerro Torre a El Chaltén, il ghiacciaio Perito Moreno e il Parco Nazionale Torres del Paine.

Un itinerario che comprende anche i due voli intercontinentali diretti Italia-Argentina e le tratte interne verso la Patagonia, l’incontro con le balene franche australi e i pinguini di Punta Tombo, una notte gaucha in un’autentica estancia della Terra del Fuoco e un tour guidato di Buenos Aires. Accompagnati per l’intero percorso da una guida italiana esperta della Patagonia, affiancata da guide locali in ogni parco naturale.

Il programma giorno per giorno

Giorno 1

Italia – Buenos Aires, volo intercontinentale

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Roma Fiumicino, tre ore e mezza prima della partenza, davanti al check-in Aerolíneas Argentinas nel terminal delle partenze internazionali (o al gate, per chi arriva con un volo di collegamento nazionale). Volo notturno diretto per Buenos Aires con la compagnia di bandiera argentina, membro del network SkyTeam: aerei recenti, buon servizio a bordo, possibilità di richiedere il menù vegetariano segnalandolo in fase di iscrizione. Cena e colazione servite durante le circa 13 ore di volo.

La guida vi attenderà all’arrivo a Buenos Aires: da qui inizia il vero e proprio Overland, oltre 3.000 km fino alla fine del mondo.

Giorno 2

Buenos Aires e volo per la Patagonia, Puerto Madryn

Arrivo mattutino presto all’aeroporto internazionale di Ezeiza: ritiro bagagli, incontro con la guida italiana e l’autista locale del bus privato, sosta ristoro in un caffè storico della città e cambio valuta. A seguire, giro turistico privato della capitale: le grandi avenidas (tra cui la 9 de Julio, la più larga al mondo), Calle Florida, Plaza de Mayo con la Casa Rosada, il Cabildo e la Cattedrale, i quartieri de La Boca (con il celebre Caminito) e San Telmo, patria del tango, oltre a Recoleta.

A tarda mattinata, trasferimento all’aeroporto nazionale per il volo del primo pomeriggio verso Trelew: finalmente la Patagonia. Incontro con la guida e l’autista che ci accompagneranno per l’intero tour, trasferimento a Puerto Madryn, cena libera e pernottamento.

Giorno 3

Penisola Valdes: balene, otarie ed elefanti marini

Mattinata dedicata alla navigazione privata nel Golfo Nuevo, nell’area delle riserve naturali della Penisola di Valdes, dove osserviamo da vicino otarie, elefanti marini, delfini (toninas) e le maestose balene franche australi, che trovano qui uno dei siti di avvistamento e studio più rinomati al mondo. Costeggiamo una costa nota per i suoi giacimenti di fossili marini di 60 milioni di anni, avvistando anche cormorani reali, petrel, guanachi, armadilli e nandù.

Nel tardo pomeriggio rientriamo in hotel a Puerto Madryn, cittadina patagonica affacciata sull’oceano: cena libera e pernottamento.

Giorno 4

Punta Tombo e la pinguinera più grande del Sud America

Parte ufficialmente il Gran Overland che ci condurrà fino a Ushuaia: oltre 3.000 km di fascino australe. Lasciata la Penisola di Valdes verso Trelew, si sceglie tra la visita al rinomato museo paleontologico MEF, con le sue spettacolari esposizioni di scheletri di dinosauri, oppure un avvistamento di elefanti marini a Isla Escondida, nel caso in cui non fossero stati incontrati a Valdes.

Proseguiamo costeggiando l’Atlantico lungo la Panamericana, attraverso le terre di colonizzazione gallese e i territori dei primi popoli Mapuche e Tehuelche, fino alla pinguinera più grande del Sud America: Punta Tombo. Camminiamo circondati da migliaia di pinguini di Magellano, tra scene rare e il caratteristico coro dei loro richiami. Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Comodoro Rivadavia, la città del petrolio, per il meritato relax e pernottamento.

Giorno 5

La costa oceanica di Rada Tilly e il Bosco Pietrificato

Iniziamo con una suggestiva escursione nella spiaggia oceanica della Baia di Rada Tilly, dove le maree lasciano relitti di fauna e flora marina in un paesaggio di luce e iodio. Ci addentriamo poi nell’entroterra, verso l’area petrolifera della meseta patagonica, osservando la fitta rete di pompe di estrazione, fino a Sarmiento, tipico abitato di frontiera tra vento e cercatori d’oro, dove ci fermiamo per il pranzo libero.

Nel pomeriggio raggiungiamo il Bosco Pietrificato: un immenso bacino dove, a causa dell’orogenesi delle Ande, sono rimasti fossilizzati grandi tronchi di araucarie gigante, sommersi per ere geologiche da acqua, lava e sabbie silicee in ambiente anaerobico — un vero bosco di pietra. Rientro in hotel nel tardo pomeriggio, relax, cena libera e pernottamento.

Giorno 6

I laghi di Sarmiento e la steppa selvaggia verso Perito Moreno Pueblo

Lasciamo Sarmiento per raggiungere, in poco più di due ore, l’abitato di Perito Moreno Pueblo. Diverse soste lungo il percorso, soprattutto all’inizio, per ammirare i laghi che circondano la meseta di Sarmiento e le piccole estancias isolate che incontriamo lungo la strada. Arriviamo all’ora di pranzo nel caratteristico paese di Perito Moreno, dove ci sistemiamo in hotel.

Nel pomeriggio, un’escursione tra le zone lacustri e i canyon colorati, fino al lago Buenos Aires, al confine con il Cile: luoghi vuoti e selvaggi, il primo vero incontro con la Patagonia più autentica, fatta di vastità, silenzi e una natura magnetica. Rientro in hotel, relax, cena libera e pernottamento.

Giorno 7

Il Sentiero Colorado e le Cuevas de las Manos

Passeggiata sulle colline minerarie del Sentiero Colorado, tra argille di origine silicea che, grazie all’erosione degli agenti atmosferici, disegnano sculture paesaggistiche di grande suggestione. Raggiungiamo poi le Cuevas de las Manos, sito patrimonio UNESCO: grazie alla nostra guida locale scopriamo queste celebri pitture rupestri, impronte di mani sulle pareti delle caverne che raccontano testimonianze, riti e messaggi di popolazioni millenarie, in rosso, nero, bianco, giallo e azzurro.

Dopo il pranzo libero, proseguiamo l’Overland verso Sud, attraversando l’abitato più isolato della Patagonia, Bajo Caracoles, per raggiungere nel tardo pomeriggio Gobernador Gregores, un’altra cittadina di frontiera. Relax in hostería, cena libera e pernottamento.

Giorno 8

Lungo la Ruta 40 verso El Chaltén, regno del trekking

Partenza per la rinomata El Chaltén, cuore del Parco Nazionale Los Glaciares. Un viaggio spettacolare lungo la mitica Ruta 40, tra paesaggi patagonici e fattorie isolate, costeggiando i laghi Cardiel e Viedma dall’intenso blu smeraldo, punteggiati da massi erratici. Soste fotografiche lungo la strada e pranzo libero.

Raggiungiamo nel pomeriggio El Chaltén (“montagna che fuma” in lingua Tehuelche), considerata la capitale mondiale del trekking e dell’alpinismo. Dal caratteristico paese, la vista spazia a 360° su creste e ghiacciai di straordinario valore, dove spiccano le sagome del Cerro Torre e del Fitz Roy. Sistemazione in hotel, relax, incontro con la guida del parco, cena libera e pernottamento.

Giorno 9

Trekking al campo base Fitz Roy

All’interno del parco vigono regole rigide a tutela di un patrimonio naturale unico: la guida non può condurre più di 14 persone, ed è importante un’autovalutazione delle proprie capacità prima di partire. Partenza mattutina presto per la prima indimenticabile escursione giornaliera nel Parco Nazionale Los Glaciares: attraversiamo piane e boschi di lenga (i “falsi faggi” patagonici), tra una ricca varietà di flora e fauna, fino ai laghi e ai ghiacciai che circondano le verticali torri granitiche del Fitz Roy.

Il campo base, frequentato da una popolazione cosmopolita di scalatori e trekker, è la nostra meta; per i più allenati, possibilità di salire anche al campo avanzato “Cesare Maestri”. Pranzo libero al sacco (nessun punto ristoro all’interno del parco). Stretching, relax, cena libera e pernottamento.

Giorno 10

Trekking al campo base Cerro Torre

Insieme alla guida andina locale, un’altra indimenticabile escursione giornaliera ad anello. Trasferimento motorizzato fino alla località del Río Eléctrico, da cui il sentiero si inoltra in un’altra area andina di fama mondiale, sia per il trekking che per l’alpinismo. Raggiungiamo facilmente i due campi base del Fitz Roy: il campo Poincenot per i trekker e il campo Río Blanco per gli scalatori, luoghi sacri per gli appassionati di tutto il mondo.

Pranzo libero al sacco. Per i più allenati, e in base alle condizioni del sentiero, possibilità di proseguire fino alla Laguna de los Tres, un vero campo avanzato. Nel tardo pomeriggio rientriamo verso El Chaltén passando per il lago Madre e Hija e il lago Capri. Stretching, relax, cena libera e pernottamento.

Giorno 11

Il ghiacciaio Perito Moreno

Partenza mattutina per la nota cittadina di El Calafate, con soste ai laghi Viedma e Argentino, dal caratteristico color turchese, navigati a suo tempo dal capitano Fitz Roy con il brigantino Beagle, a bordo del quale viaggiava anche Charles Darwin. Sistemazione dei bagagli in hostería a El Calafate, poi si prosegue verso il Parco Nazionale del ghiacciaio Perito Moreno, uno degli spettacoli naturali più maestosi al mondo: un fronte di 5 km per un’altezza media di 60-80 metri.

Percorriamo comodamente le passerelle a piedi, ammirando da vicino il ghiacciaio con i suoi frequenti e impressionanti crolli di ghiaccio — uno dei pochi ghiacciai al mondo in equilibrio di massa, che si carica d’inverno e si scarica d’estate. Rientro a El Calafate nel pomeriggio per un po’ di shopping e relax in hostería; cena libera, con i rinomati ristoranti a menù gaucho, e pernottamento.

Giorno 12

Attraverso il confine, verso il Parco Torres del Paine

Partenza per il Cile con il nostro pulmino, lungo un tratto della mitica Ruta 40 che conduce ai piedi delle Ande. Percorriamo la fascia di confine tra Cile e Argentina e, sbrigate le pratiche doganali al Paso Fronterizo – Cancha Carrera, entriamo nella rigogliosa natura ai confini del Parco Torres del Paine, considerato tra i più belli del Sud America. Incontri con branchi di guanachi, laghi dalle infinite sfumature di blu e le alte torri di granito del Paine, insieme alle guglie di roccia metamorfica dei Cuernos — monumenti geologici che si ergono come sentinelle a protezione del parco.

Passeggiamo ai bordi dei laghi colorati e sulle grandi piane verdi, con attenzione e rispetto per un’area particolarmente vulnerabile. Nel tardo pomeriggio raggiungiamo gli alloggi in area Puerto Natales: sistemazione, cena libera e pernottamento. In Cile non è consentito introdurre alimenti freschi (verdura, frutta, formaggi, carne, semi) — lo staff fornirà indicazioni specifiche in loco.

Giorno 13

Giornata intera nel Parco Nazionale Torres del Paine

Partenza mattutina per una giornata intensa nel Parco Nazionale Torres del Paine: entrando dall’ingresso di Río Serrano con il Lago El Toro, ammiriamo gli iceberg della Laguna Grey con un’escursione verso la Penisola Magellanica, il mirador Los Cuernos, il Salto Grande e la Laguna Nordenskjöld. Pranzo libero nell’area del Lago Pehoé. Ampia possibilità di scegliere tra le diverse escursioni, in base alle valutazioni della guida e alle condizioni meteo — ogni scelta conduce comunque per sentieri facili verso punti panoramici.

Concludiamo questa giornata “full Paine” con la vista delle Torri del Paine, prima di uscire dal parco in località Laguna Amarga. Raggiungiamo nel tardo pomeriggio Puerto Natales, capitale della provincia di Última Esperanza, ultimo centro abitato tipico della Patagonia affacciato sull’Oceano Pacifico. Relax, cena libera nei dintorni e pernottamento.

Giorno 14

Lo stretto di Magellano e la Terra del Fuoco, cena gaucha

Partenza presto la mattina verso l’Argentina, fino alla Terra del Fuoco: oggi attraversiamo lo Stretto di Magellano, abbandonando il continente americano per l’arcipelago della Terra del Fuoco, dopo le pratiche doganali tra Cile e Argentina. La meseta qui è assai più verde rispetto alla Patagonia del Nord: una giornata di lungo trasferimento “on the road”, ma anche di incontri con genti e lande ai confini del mondo, tra fattorie perse nel nulla e gauchos solitari.

Arriviamo nel pomeriggio a Río Grande, il più grande insediamento della Terra del Fuoco, poi proseguiamo verso l’Estancia Las Hijas per una cena gaucha e un pernottamento tipico: agnello cotto verticalmente per ore davanti alla brace, ampio buffet di verdure fresche della fattoria, camere doppie (spesso con letti a castello) e bagni in comune — un’esperienza autentica tra le più belle del tour.

Giorno 15

Estancia Las Hijas e arrivo a Ushuaia

Sveglia e colazione nell’Estancia Las Hijas, autentica fattoria immersa nei boschi e nelle piane australi, abitata e gestita da coloni anglosassoni che le donano un fascino particolare. Proseguiamo in minibus verso Sud, verso la fine del mondo: Ushuaia. Attraversiamo gli ultimi lembi della Terra del Fuoco, tra piccoli insediamenti, foreste, torbiere e laghi, fino al passo Garibaldi, con soste facili lungo il percorso.

Arriviamo a Ushuaia in tarda mattinata; dopo un pranzo libero veloce, raggiungiamo il vicino Parco Nazionale Tierra del Fuego, immerso in siti di importanza naturalistica e archeologica, fino alla fine della Panamericana — 17.848 km che collegano l’Alaska alla Terra del Fuoco. Ammiriamo le dighe dei castori, i boschi ricolmi di licheni filanti, l’ufficio postale più a Sud del mondo e i resti degli insediamenti indigeni Selk’nam, Haush e Yámana. Rientro a Ushuaia, relax, cena libera e pernottamento.

Giorno 16

Ushuaia, Canale di Beagle e volo per Buenos Aires

Mattina libera, con possibilità facoltativa di una navigazione nel Canale di Beagle: avvistamento di mammiferi marini, avifauna australe e, con un po’ di fortuna, anche balene. A Ushuaia è possibile visitare il museo del carcere del distretto navale, un’autentica immersione nella storia di questo insediamento agli estremi delle terre emerse — oltre a negozi, laboratori d’arte, librerie e i celebri ristoranti che servono la centolla, il granchio gigante locale.

Nel tardo pomeriggio, trasferimento in aeroporto per il volo serale verso Buenos Aires. Atterrati a sera inoltrata, un transfert privato di 15-20 minuti ci conduce in hotel: cena libera e pernottamento.

Giorno 17

Buenos Aires in libertà, volo per l'Italia

Ultima giornata intera per vivere la cultura e il fascino della capitale: possibilità di visitare con più calma i quartieri già intravisti il primo giorno, musei e teatri di fama mondiale, o il rinomato quartiere di Tigre, a 30 km dalla città, con il delta del Paraná e i suoi affluenti. Bagagli lasciati comodamente in hotel durante la giornata.

Nel tardo pomeriggio, trasferimento privato di circa 40 minuti verso l’aeroporto internazionale di Ezeiza, con destinazione Fiumicino: pasti liberi in giornata, poi pensione completa a bordo per il volo notturno di circa 13 ore verso l’Italia.

Giorno 18

Arrivo in Italia

Arrivo previsto nel pomeriggio a Fiumicino, Roma: ritiro bagagli, saluti e ripartenza verso le proprie città, in treno, auto o con voli nazionali prenotabili su richiesta. Si conclude qui il programma di viaggio: la Patagonia resta uno di quei luoghi che restano impressi per sempre nella mente e nell’anima.

Informazioni di viaggio

L’itinerario attraversa l’estremo Nord della Patagonia, dalla Penisola di Valdes fino alla Terra del Fuoco. Siamo nell’emisfero australe, dove le stagioni sono invertite: il nostro autunno/inverno corrisponde alla primavera/estate patagonica, la più bella e vitale dell’anno. Il clima varia sensibilmente lungo il percorso: fresco e talvolta umido a Buenos Aires, secco e ventoso nella Patagonia interna, variabile sulle Ande, fresco e umido in Terra del Fuoco. Il vento, soprattutto nella Patagonia centrale, è una costante quasi quotidiana: da Sud freddo e asciutto, da Nord caldo e umido, da Est piovoso, da Ovest freddo e piovoso.

La formula di viaggio è itinerante e overland, alternata a escursioni naturalistiche di durata variabile, dai pochi minuti all’intera giornata, legate alle condizioni meteo. I dislivelli sono alla portata di un camminatore mediamente allenato, con alcune giornate di trekking più impegnative (fino a +/- 550 m) nell’area di El Chaltén. Zaino da escursione con lo stretto necessario: macchina fotografica, giacca a vento, frutta o cioccolata e borraccia.

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di uscita dal Cile. Connessione internet e Wi-Fi generalmente presenti nelle strutture ricettive, salvo imprevisti.

Gli spostamenti avvengono a bordo di un mini bus da 16 posti con autista locale e Wi-Fi mobile per l’intera durata del tour — lo stesso mezzo e lo stesso autista per tutto il percorso, tra Argentina e Cile. Il gruppo, tra un minimo di 12 e un massimo di 14 partecipanti, è seguito da una guida ambientale italiana (o italo-argentina) esperta della Patagonia, affiancata da guide locali specializzate in tutti i parchi nazionali argentini e cileni attraversati.

Il mini bus non è un bus gran turismo: sedute comode ma non poltrone, spazi adeguati ma da gestire con un bagaglio ridotto al minimo. Resta comunque il mezzo più adatto per questo tipo di viaggio on the road, veloce e agile, senza le limitazioni dei bus di dimensioni maggiori. A fine giornata, il gruppo si ritrova nella struttura ricettiva per condividere una bevuta, scambiare letture e fotografie, e scrutare il cielo a caccia della Croce del Sud.

Le sistemazioni sono scelte con particolare attenzione alla pulizia e all’autenticità, quasi sempre a conduzione familiare: hostería (piccoli hotel dal grande fascino, architetture e arredi tipici) e hotel a 3 stelle di standard occidentale, generalmente in centro città. Le camere sono sempre doppie, con bagno privato in camera. Fa eccezione una sola notte, nell’Estancia Las Hijas in Terra del Fuoco: un pernottamento più autentico e informale, con letti a castello e servizi in comune, parte del fascino di questa tappa gaucha.

La condivisione della camera doppia, per chi viaggia da solo, avviene tra persone dello stesso sesso e possibilmente della stessa età; non è obbligatoria la camera singola, disponibile su richiesta con un supplemento per l’intero tour.

A differenza della formula “tutto incluso” di altri nostri programmi, in questo Overland pranzi e cene sono liberi: una scelta pensata per lasciare libertà di scoperta della cucina argentina e cilena, sempre più internazionale, e per assecondare gusti ed esigenze personali. Solo le colazioni sono incluse nella quota, servite calde in struttura (caffè, latte, tè, pane tostato, marmellata, cioccolato, biscotti, yogurt, cereali, muesli, succo di frutta, con un reparto salato di affettati e formaggi).

I pranzi si consumano solitamente in ristobar, caffè o locande lungo il percorso, o con frutta e verdura acquistata in loco. Le cene, anch’esse libere, si svolgono in ristoranti o talvolta in hotel: menù vari e internazionali, con un’unica cena inclusa nel programma, quella gaucha in Estancia Las Hijas (agnello cotto alla brace e verdure fresche). Nota: rispetto alle abitudini italiane, in Sud America i tempi del servizio a tavola sono spesso più lunghi e gli orari di apertura dei ristoranti più tardivi.

Domande frequenti

Che documenti servono per partire?

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di uscita dal Cile. È consigliata la consultazione del sito viaggiaresicuri.it per le indicazioni aggiornate su Argentina e Cile prima della partenza. La tessera sanitaria italiana è regolarmente riconosciuta in entrambi i paesi.

Come si gestisce il cambio valuta durante il viaggio?

Si consiglia di portare euro o dollari USA, preferibilmente in tagli da 50 e 100. In Cile le carte di credito sono ben accettate ovunque; in Argentina è utile verificare in anticipo con il proprio istituto le condizioni di utilizzo all’estero, dato che l’instabilità monetaria locale può rendere il cambio poco favorevole rispetto al contante.

Che prese elettriche si trovano in Argentina e in Cile?

Il voltaggio è 220 volt come in Italia, quindi non serve alcun trasformatore per caricare telefono, macchina fotografica o computer. Cambia però la forma delle prese: in Argentina si incontrano la tipo C, tonda a due poli e identica alla nostra, e la tipo I, con due lamelle oblique.

Due tipi di presa elettrica a confronto: tipo C, tonda a due poli come quella italiana, e tipo I, con due lamelle oblique e una verticaleAdattatore universale da viaggio visto sui due lati: presa universale frontale con due porte USB, e spine estraibili per gli standard europeo, americano, britannico e australiano

La soluzione più semplice è un adattatore universale, che copre entrambi i casi con un solo oggetto in valigia. Portarne uno solo per due o più apparecchi è però una falsa economia: le prese disponibili in camera sono spesso poche.

Quale bagaglio portare per l'Overland?

Un borsone o trolley morbido e comprimibile, entro i 60-70 litri e i 18-20 kg: il peso dev’essere gestibile in autonomia, perché lungo il percorso il bagaglio passa per mezzi diversi e si carica e scarica a ogni tappa. Niente valigie rigide o di grande volume.

Come bagaglio a mano, uno zaino da 25-35 litri, che serve anche per le escursioni giornaliere: dentro solo lo stretto necessario, macchina fotografica, giacca a vento, frutta o cioccolata e la borraccia.

Due borsoni morbidi Samsonite neri: uno aperto che mostra il vano interno, uno chiuso con ruote e maniglia telescopicaSchema comparativo delle taglie del borsone, con sagome umane alte 163 e 176 cm come riferimento

Lo schema mostra due taglie da 105 e 137 litri: serve come riferimento di forma e proporzioni, non di capienza. Il litraggio da rispettare resta quello indicato sopra, 60-70 litri.

Sui voli i limiti abituali sono 23 kg per la stiva (somma delle tre dimensioni entro 158 cm) e 8 kg per il bagaglio a mano (55×35×25 cm), più un piccolo effetto personale da 3 kg. Vanno verificati sul proprio biglietto: cambiano da compagnia a compagnia.

Cosa mettere in valigia per l'Overland?

Il programma alterna climi molto diversi in poche settimane, da Buenos Aires alla Terra del Fuoco, e il vento è una costante quasi quotidiana: la regola è vestirsi a strati, potendo aggiungere e togliere nella stessa giornata.

Biancheria intima

  • Capi a pelle in quantità a scelta
  • 3 magliette a pelle, a collo alto (filo di Scozia o tessuti drenanti)
  • 3 paia di calze medio-leggere da riposo
  • 3 paia di calzettoni da escursionismo
  • 1 calzamaglia per chi è freddoloso

Abbigliamento

  • 1 giacca a vento impermeabile, non imbottita
  • 2-3 maglie o camicie a maniche lunghe
  • 1 maglione di pile
  • 3-4 magliette a maniche corte
  • 1 cappellino in lana o pile
  • 1 cappellino per il sole
  • 1 paio di guanti leggeri, utili nelle giornate di trekking a El Chaltén
  • 1 pantalone da viaggio comodo
  • 2 paia di pantaloni da escursionismo antivento (no jeans)
  • 1 pantalone corto
  • 1 copri-pantalone impermeabile e traspirante

Calzature

  • 1 paio di scarpe comode da viaggio e riposo, buone anche per Buenos Aires e Ushuaia
  • 1 paio di scarponcini da escursionismo in pelle, robusti e impermeabilizzati, per Fitz Roy, Cerro Torre e Torres del Paine
  • 1 paio di ciabattine o sandali di gomma
  • Stringhe di scorta e soletta interna estraibile

Accessori e attrezzature

  • 1 asciugamano medio in microfibra
  • Kit di pulizia personale
  • Kit farmacia personale
  • 1 phon da viaggio
  • 1 pigiama in pile o cotone
  • 1 paio di occhiali da sole
  • Crema solare, protezione 15 minimo
  • 1 binocolo tascabile
  • 1 costume da bagno
  • Bastoncini telescopici (opzionali)
  • 1 coltellino svizzero, da riporre nel bagaglio in stiva
  • 1 borraccia da un litro (opzionale)
  • 1 thermos piccolo (opzionale)
  • Macchina fotografica

In Cile è vietato introdurre alimenti freschi: verdura, frutta, formaggi e carne vanno consumati prima della frontiera.

Dal nostro blog

Luoghi, culture e natura

28 feb 2022 · Patagonia

Un viaggio senza tempo a Bajo Caracoles (Patagonia)

Ci si potrebbe girare un film surreale o un western moderno:  è un luogo isolato e lontano da tutto, eppure cosi semplicemente accogliente. Quando arrivi qui percorrendo la Ruta 40, dopo centinaia e centinaia di chilometri senza aver visto anima viva ma tanto cielo, nuvole e steppa, capisci il significato della parola ‘lontano’ di cui ... <a title="Un viaggio senza tempo a Bajo Caracoles (Patagonia)" class="read-more" href="https://naturaviaggi.wp.mlongo.eu/un-viaggio-senza-tempo-a-bajo-caracoles/" aria-label="Per saperne di più su Un viaggio senza tempo a Bajo Caracoles (Patagonia)">Leggi tutto</a>

Scopri di più →
Strada sterrata nella Patagonia con montagne innevate sullo sfondo
28 ott 2025 · Patagonia

Viaggio Patagonia 2026: l’avventura Overland ai confini del mondo

C’è un luogo nel mondo dove il vento soffia libero e il silenzio è rotto solo dal rumore della natura. È la Patagonia, una terra sospesa tra Argentina e Cile, dove la maestosità delle Ande incontra la forza dell’oceano e il fascino di una natura ancora selvaggia. Nel viaggio Patagonia 2026 firmato Natura Viaggi vivrai ... <a title="Viaggio Patagonia 2026: l’avventura Overland ai confini del mondo" class="read-more" href="https://naturaviaggi.wp.mlongo.eu/viaggio-patagonia-2026-lavventura-overland-ai-confini-del-mondo/" aria-label="Per saperne di più su Viaggio Patagonia 2026: l’avventura Overland ai confini del mondo">Leggi tutto</a>

Scopri di più →
Estancia isolata nella steppa patagonica con cielo ampio e paesaggio rurale
15 giu 2026 · Patagonia

Le estancias della Patagonia: storia di allevatori, vento e isolamento

Le estancias della Patagonia: storia di allevatori, vento e isolamento Quando si parla di Patagonia, il pensiero va quasi sempre ai ghiacciai, alle montagne appuntite, al Perito Moreno, al Fitz Roy, alle Torres del Paine. Sono immagini forti, comprensibili, perché la Patagonia ha un paesaggio che non lascia molto spazio all’indifferenza. Ma c’è una Patagonia ... <a title="Le estancias della Patagonia: storia di allevatori, vento e isolamento" class="read-more" href="https://naturaviaggi.wp.mlongo.eu/estancias-patagonia-storia-allevamento/" aria-label="Per saperne di più su Le estancias della Patagonia: storia di allevatori, vento e isolamento">Leggi tutto</a>

Scopri di più →

Pronto a partire?

Scegli la tua prossima avventura tra le nostre destinazioni naturalistiche o contattaci per maggiori informazioni.