Perché fare questo viaggio
“Terra di Genesi” è il nostro Grand Tour condotto da un Geologo/Guida, pensato per chi vuole capire l’Islanda oltre che vederla. Luca Panaro, laureato in Geologia con una tesi in geomorfologia vulcanica, accompagna il gruppo per l’intero percorso spiegando in presa diretta i fenomeni che si attraversano: dalla caldera di Askja, dove furono condotti i test di allunaggio della NASA negli anni ’60, fino alle acque turchesi del cratere Viti, passando per i campi di lava di Krafla e le colonne di basalto di Hljóðaklettar.
Un itinerario di 14 giorni che include due notti in rifugio nel cuore del deserto islandese (ad Askja e Landmannahellir), un ingresso al Museo vulcanologico LAVA di Hvolsvöllur e una dispensa didattica di geologia pensata apposta per questo viaggio — oltre ai grandi classici Þingvellir, Geysir, Gullfoss, Jökulsárlón e Landmannalaugar. Un programma impegnativo ma organizzato nei minimi dettagli, per chi cerca in Islanda non solo bellezza, ma anche comprensione.
Il programma giorno per giorno
Giorno 1
Italia – Islanda, arrivo in area Reykjavik
Incontro nel pomeriggio con la guida in hotel, a orario prestabilito salvo diversi accordi presi prima della partenza — il trasferimento dall’aeroporto è breve, la struttura si trova a soli 8 km da Keflavik. In base agli orari di arrivo dei partecipanti, possibilità di una libera visita alle attrattive paesaggistiche nei dintorni. Siamo nella penisola Sud-Ovest, a circa 40 km da Reykjavik: con due ore in meno rispetto all’Italia, avremo più ore di luce a disposizione.
Una volta sistemati tutti i partecipanti nelle camere, ci ritroviamo prima di cena per un primo briefing e per iniziare a conoscerci. Per chi arriva in serata, la reception resta sempre aperta e il briefing viene riproposto la mattina successiva, prima della partenza.
Giorno 2
Reykjavik, Þingvellir e Geysir
Sistemazione dei bagagli e incontro con l’autista/guida islandese e il super bus che ci accompagnerà per tutta la durata del viaggio: si parte per il tour completo dell’Islanda. Prima tappa a Blu Lagoon, dove un’ampia laguna di acqua calda azzurra lattiginosa si insinua tra campi di lava nera ricoperti a chiazze di muschio verde. Attraversiamo poi la dinamica capitale Reykjavik, che si mostra da subito tra architetture moderne e colorati caseggiati di legno — ci torneremo con più calma l’ultimo giorno.
Usciti dalla città, raggiungiamo Þingvellir, patrimonio UNESCO: passeggiamo tra le placche tettoniche, in uno dei due soli affioramenti al mondo della dorsale medio-atlantica, sede per secoli dell’Alþingi, la prima forma di parlamento moderno. Proseguiamo per Geysir, dove a intervalli regolari un getto d’acqua calda esplode fino a 15 metri d’altezza. Ci sistemiamo nella vicina guesthouse per relax, cena e pernottamento.
Giorno 3
La cascata di Gullfoss e il ghiacciaio Langjökull
Lasciamo i bagagli in guesthouse, perché vi faremo ritorno nel tardo pomeriggio, e partiamo per una giornata dedicata alla natura glaciale. Ci trasferiamo alle falde del ghiacciaio Langjökull per un’escursione di avvicinamento fino a lambirne i margini, tra i più antichi d’Europa — a queste latitudini, infatti, il processo di scioglimento è più lento e il ghiaccio conserva strati più antichi che altrove. La guida geologa illustra i fenomeni glaciologici osservabili lungo il percorso.
Nel primo pomeriggio raggiungiamo, con la luce nella posizione più favorevole, la duplice e potente cascata di Gullfoss, tra le più note e belle d’Islanda: due spettacolari salti causati dal collasso del letto del fiume Hvítá, con un gioco di suono e pulviscolo d’acqua che lascia senza parole. Rientriamo in guesthouse nel tardo pomeriggio per relax, cena e pernottamento.
Giorno 4
La pista di Kjölur, Hveravellir e il deserto centrale, verso Varmahlíð
È il giorno del nostro primo attraversamento del deserto centrale freddo d’Islanda, il più esteso d’Europa, proprio a metà strada tra i ghiacciai Langjökull e Hofsjökull, lungo la rinomata pista di Kjölur. Al centro del deserto, in area Hveravellir, un’istruttiva escursione tra siti storici, bizzarre morfologie di lava fredda e caverne scavate da bolle di gas magmatico, con possibilità di un bagno in acqua calda sulfurea che rende il tutto ancora più suggestivo.
Usciamo dai territori centrali per raggiungere le fertili pianure settentrionali, dove il clima è più stabile e secco. Siamo a Varmahlíð, sui promontori che originano i grandi fiordi del Nord, circondati da fattorie, campi fertili e i tipici cavallini islandesi. Sistemazione in guesthouse, cena libera e pernottamento.
Giorno 5
Akureyri, Goðafoss e la geotermia di Mývatn
Breve visita ad Akureyri, la seconda città d’Islanda, dallo spiccato stile nordico e un clima gradevole. Proseguiamo verso il lago di Mývatn, con una tappa alla suggestiva cascata di Goðafoss, luogo sacro nella storia religiosa islandese. Strada facendo ammiriamo l’altopiano dei torrenti più pregiati per la pesca al salmone e tutta la potenza dell’area geotermica di Mývatn, con escursioni nella foresta vulcanica di Dimmuborgir e sulla sommità panoramica del millenario cratere di Hverfjall.
Visitiamo anche la spaccatura vulcanica orizzontale di Grjótagjá, dove pozze d’acqua bollente testimoniano un’attività vulcanica recente, e l’area di Námaskarð, noto sito di fanghi bollenti e soffioni, un’esplosione di colori e odori fortissimi. Nel tardo pomeriggio, trasferimento alla guesthouse che ci ospiterà per due notti: relax, possibile bagno caldo nei paraggi, cena e pernottamento.
Giorno 6
L'area vulcanica di Krafla e la cascata di Dettifoss
Raggiungiamo l’area vulcanica di Krafla, che ospita l’omonima centrale geotermica, per poi trasferirci a Dettifoss: un salto di 45 metri del fiume più grande d’Islanda, il Jökulsá, con un vortice di quasi 2000 metri cubi d’acqua al secondo — la cascata più potente d’Europa. Ripartiamo per Hljóðaklettar, il parco degli echi e delle sculture enigmatiche di basalto: è difficile immaginare quanta forza della natura abbia modellato questo immenso canyon.
In base all’orario raggiunto, proseguiamo verso la falesia basaltica di Ásbyrgi e l’abitato di pescatori di Húsavík, per poi rientrare in guesthouse nel tardo pomeriggio, con possibilità di un bagno caldo in piscina prima di cena.
Giorno 7
Verso Sud sulla pista F88: la caldera di Askja e il cratere Viti
Ci inoltriamo verso Sud, al centro desertico dell’Islanda, dal clima più continentale: due giorni di isolamento assoluto, per vivere un’esperienza quasi extraterrestre — qui la NASA condusse i test di allunaggio negli anni ’60. Un crescendo di lava e pomice, canyon, dune, sculture laviche e cieli immensi, guadi e l’impetuoso fiume Jökulsá ci accompagnano fino alla base della temuta caldera di Askja.
Sosta pranzo al rifugio che ci ospiterà per la notte, da dove ripartiamo per una grandiosa escursione al centro della caldera, fino alla vista delle acque turchesi del vulcano spento Viti. Siamo su una piana lavica di 45 km quadrati: spaventosi cataclismi hanno reso quest’area off-limits per lungo tempo. Rientro al rifugio per relax, cena e pernottamento — per questa notte è richiesto il proprio sacco a pelo.
Giorno 8
Attraverso il deserto: Möðrudalur, verso Egilsstaðir e la costa Sud-Est
Partiamo in direzione Est/Nord-Est, sempre sotto lo sguardo del vulcano perfetto Herðubreið: una pista sempre più affascinante, dove tormente e cataclismi hanno plasmato queste lande in ogni forma e colore. Raggiungiamo punti panoramici con visuale a 360°, per una giornata che resterà a lungo impressa nella memoria, e ci concediamo una passeggiata in solitaria in mezzo al nulla per assaporare la magnificenza del deserto islandese.
Sosta pranzo in un’area con fattoria che segna il confine del deserto centrale. Abbandoniamo l’isolamento arrivando a Egilsstaðir, per una visita della cittadina e cena libera, e un’ultima ora di strada verso i fiordi del Sud-Est ci separa dall’ostello in riva all’oceano, dove arriviamo per un meritato relax e pernottamento.
Giorno 9
Il ghiacciaio Vatnajökull, Jökulsárlón e il Parco di Skaftafell
Partiamo alla volta di un sito unico nel suo genere: Jökulsárlón e Fjallsárlón, le lagune degli iceberg. Lo spettacolo è surreale — dal fronte di una delle lingue del ghiacciaio Vatnajökull, il più esteso d’Europa, si staccano e fluttuano iceberg di forme e cromie diverse, che raggiungono l’Oceano Atlantico attraverso uno stretto sbocco per poi arenarsi sulla sabbia nera vulcanica come fragili diamanti, alla celebre Diamond Beach. La fauna è particolarmente attiva, tra foche, sterne, edredoni e stercorari; possibilità di navigazione tra gli iceberg o di piacevoli camminate sulle sponde di questo paradiso glaciale.
Un breve trasferimento ci conduce al più antico Parco Nazionale islandese, quello di Skaftafell, dove ci attendono altre scene glaciali e vegetazione subartica. Arriviamo ai cottage in zona Kirkjubæjarklaustur, per un meritato relax, cena e pernottamento.
Giorno 10
La pista F208 e l'attraversata del vulcano Ljótipollur
Ripartiamo da Kirkjubæjarklaustur per raggiungere l’imbocco della famosa pista desertica F208, che attraversa uno spettacolare paesaggio interno fino al cuore della riserva naturale di Fjallabak. Un percorso sterrato con salite, discese, guadi e sabbie, percorribile solo con mezzi a trazione integrale, tra colline morbide di depositi lavici plasmati nel tempo da ghiacciai, acque ed erosione eolica.
Raggiungiamo il vulcano Ljótipollur per un attraversamento a piedi: un lago verde smeraldo si apre al suo interno, incorniciato dalle pareti del condotto magmatico dal caratteristico colore rosso. Raggiungiamo a breve il rifugio riservato al nostro gruppo, in località Hólaskógur: relax, cena e pernottamento — anche qui è richiesto il proprio sacco a pelo.
Giorno 11
Giornata a Landmannalaugar, paradiso dell'escursionismo
Oggi il privilegio di camminare in un altopiano interno a Nord del ghiacciaio Mýrdalsjökull, tra le morfologie montuose e collinari più note e fotografate d’Islanda. Siamo immersi in una delle aree escursionistiche più belle al mondo secondo il National Geographic, tra manifestazioni vulcaniche di ogni genere: paesaggi colorati dalle ossidazioni minerali, nevai perenni, bocche fumanti e sorgenti bollenti tra muschi verdissimi. Ci concediamo uno dei bagni caldi più memorabili del tour, in acqua dolce e non solforosa.
Nel pomeriggio rientriamo attraversando la “foresta” lavica del maestoso e temuto vulcano Hekla — l’Islanda vuota e piena, il territorio dove la mente si perde e si ritrova, tra magnifiche sensazioni di silenzio. Sulla costa ci attendono confortevoli cottage: relax, cena e pernottamento.
Giorno 12
Il Museo LAVA e le cascate di Skógafoss e Seljalandsfoss
Giornata ricca di attrattive imperdibili, a partire da uno dei musei sulla vulcanologia più acclamati e moderni d’Europa: seguiamo un percorso guidato e didattico insieme alla nostra guida geologa, per comprendere in pieno i fenomeni vulcanici e tutto ciò che normalmente resta nascosto nelle profondità della terra. A fine visita, magari dopo pranzo, raggiungiamo le cascate di Skógafoss, con il suo immenso muro d’acqua, e le altre due cascate della zona: Gljúfurárfoss, con il suo canyon d’ingresso, e Seljalandsfoss, percorribile anche da un sentiero che passa dietro al salto d’acqua.
Tutte spettacolari, le cogliamo nel momento di luce più ideale del pomeriggio. Rientriamo ai cottage che ci ospitano, per relax, cena e pernottamento.
Giorno 13
Verso Reykjavik, tra geotermia e la civiltà del Nord
Ci prepariamo per l’ultima giornata “on the road” in direzione della capitale, visitando a discrezione della guida il parco geotermico di Hveragerði, tra sifoni di vapore e un bagno caldo, oppure — se ancora attivo — il vulcano Fagradalsfjall, nella penisola di Reykjanes. Riprendiamo la via per la capitale, dove arriviamo nel primo pomeriggio dopo aver ammirato, strada facendo, maneggi di cavallini islandesi, centrali geotermiche e fattorie.
Sistemati i bagagli in hotel, il resto della giornata è a disposizione, magari insieme alla guida, per visitare il centro storico di Reykjavik: musei, il distretto moderno di fronte al porto, giardini e sculture all’aperto. Cena libera, che il gruppo potrà consumare insieme o separatamente. Rientro in hotel per il pernottamento.
Giorno 14
Reykjavik in libertà, transfert e volo per l'Italia
Preparazione del bagaglio per il rientro in Italia. Parte della mattinata è libera e, in base al proprio piano di volo, sarà possibile concludere la visita della capitale: la città offre piacevoli occasioni di shopping — non economico, come ogni cosa in Islanda, ma ricco di prodotti tipici della cultura nordica. Il trasferimento all’aeroporto è autonomo, facilmente organizzabile con il servizio bus shuttle o in taxi (consigliato in 4-5 persone).
I nostri servizi terminano qui, ma il ricordo della meravigliosa natura islandese resterà a lungo: un’esperienza intensa, con l’augurio di ritrovarci per altri grandi viaggi.
Informazioni di viaggio
Terra di Genesi è il programma che entra più a fondo: quattordici giorni con un Geologo/Guida italiano, due notti nei rifugi del deserto ad Askja e Landmannahellir, e le piste dell’interno percorse con un Super Bus fuoristrada. Non è un giro panoramico, è un attraversamento: quello che si vede viene anche spiegato, strato dopo strato.
L’estate è la sola stagione in cui l’interno dell’isola è accessibile, perché le piste F restano chiuse dalla neve per il resto dell’anno. Temperature tra 10° e 15°, con punte percepite tra 5° e 25°, vento quasi costante e piogge brevi. Il carattere è overland, con cambio di località quasi quotidiano ed escursioni legate al meteo, dalle più brevi ai percorsi di un’intera giornata; i dislivelli restano contenuti e alla portata di qualsiasi camminatore minimamente allenato. Per le due notti in rifugio le camerate sono uniche ed è richiesto il proprio sacco a pelo.
La connessione GSM copre quasi tutta l’isola e il Wi-Fi è presente nelle strutture, con l’eccezione dei due rifugi; le prese sono di tipo europeo (Schuko), voltaggio 220 volt. Il programma può subire variazioni sui punti di partenza e arrivo di alcune escursioni. Per i partecipanti over 74 anni è previsto un supplemento sull’assicurazione medico/bagaglio/annullamento.
Il tour è condotto da un Geologo/Guida italiano esperto d’Islanda, con funzioni di cuoco, affiancato da un autista/guida islandese anche meccanico per l’intero programma, alla guida di un Super Bus fuoristrada 4×4 in versione comfort fino a 15 posti. Con un gruppo ridotto a 7-8 partecipanti, il tour prosegue in van 9 posti condotto direttamente dal Geologo/Guida.
Il kit del partecipante include una dispensa didattica di geologia sull’Islanda e i gettoni doccia per i due rifugi nel deserto. A fine giornata ci si ritrova al caldo della struttura, con la guida che presenta il programma dell’indomani — spesso accompagnato da una spiegazione geologica di quanto visto durante il giorno. La connessione GSM è quasi al 100% e il Wi-Fi è generalmente presente nelle strutture ricettive, salvo nei rifugi.
Durante il viaggio si alternano hotel, guesthouse, cottage, ostelli e — per due notti nel cuore del deserto — rifugi. Le strutture “convenzionali” presentano stili, volumi ed epoche costruttive differenti, ma condividono la tipica filosofia nordica dell’ospitalità fatta di essenzialità, condivisione, pulizia e ordine. Per la maggior parte dei pernottamenti il gruppo ha la struttura a disposizione in esclusiva; bagni e docce sono generalmente in comune, divisi per sesso, mentre cucina attrezzata, sala pasti e salotto sono a disposizione degli ospiti.
Le camere sono solitamente multiple da 2 posti letto, ma anche da 3-4 posti, singole, matrimoniali e talvolta a castello: sempre ordinate e pulite, complete di copri-materasso, cuscino, lenzuola, piumone e asciugamano. Nei due rifugi del deserto (Askja e Landmannahellir), invece, si dorme in un’unica camerata: per queste due notti è richiesto il proprio sacco a pelo, con gettoni doccia inclusi nella quota. Un’esperienza più essenziale, ma parte integrante del fascino di questo itinerario tra i territori più isolati dell’isola.
A cucinare è il Geologo/Guida italiano, affiancato dall’autista e, a turno e su base volontaria, dai partecipanti. La particolarità di questo programma non è cosa si mangia, ma dove: per due sere la cucina entra nei rifugi del deserto, ad Askja e Landmannahellir, dove non c’è nulla intorno per decine di chilometri e tutto quello che serve dev’essere già a bordo.
Per questo la cambusa, che si rifornisce ogni 3-4 giorni nei supermercati lungo il percorso, va calibrata anche sui giorni senza negozi: di fresco si trova soprattutto pane, ortaggi, frutta e verdura, il resto è principalmente confezionato o surgelato. Le cene restano calde e a menù fisso a rotazione, con piatti unici o primo e secondo con contorno, dolce e tisana; le colazioni sono italo-islandesi; i pranzi al sacco si compongono ogni mattina in un contenitore riutilizzabile personale, da consumare quasi sempre all’aperto.
Le bevande, acqua esclusa, sono a carico dei partecipanti: conviene acquistarle in aeroporto all’arrivo, dove i prezzi sono più convenienti.
Domande frequenti
Che documenti servono per partire?
Passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio, con validità residua di almeno 6 mesi dalla fine del viaggio. È consigliata la consultazione del sito viaggiaresicuri.it prima della partenza.
Le carte di credito sono utilizzabili in Islanda?
Sì, sono largamente accettate tutte le maggiori carte di credito e debito, soprattutto Visa e Mastercard, anche per importi minimi: il contante è praticamente superfluo. È comunque importante verificare con il proprio istituto che la carta sia abilitata all’uso all’estero.
Come funziona la connessione internet e telefonica?
Si consiglia uno smartphone di recente tecnologia: il sistema GSM, tramite quattro operatori, copre la maggior parte del paese. La rete internet è disponibile pressoché ovunque, con l’eccezione delle zone interne (deserto artico e aree vulcaniche, incluse le zone dei due rifugi); molte strutture ricettive offrono Wi-Fi gratuito.
Quale bagaglio portare per il viaggio con il Geologo?
Un borsone da 60/80 litri morbido o semi-morbido (massimo 20 kg) e uno zaino da escursionismo da 25/35 litri (max 45×60×50 cm) da portare in aereo come bagaglio a mano. Nessuna valigia rigida, mi raccomando: vi preghiamo di ridurre al minimo il volume.
Su questo itinerario il vincolo è più stringente del solito: il Super Bus percorre le piste dell’interno con il carrello al seguito, e nelle due notti nei rifugi del deserto si porta dentro solo l’essenziale. Un borsone comprimibile fa la differenza.
Clicca le immagini per ingrandirle. Lo schema illustra la forma e le proporzioni del bagaglio adatto: morbido, comprimibile, eventualmente con ruote. Il litraggio da rispettare resta quello indicato sopra, 60/80 litri.
Cosa mettere in valigia, oltre al sacco a pelo per i rifugi?
La breve estate islandese si affronta a strati: il vento è quasi costante e le piogge arrivano e passano rapidamente. A differenza degli altri itinerari, questo programma prevede due notti in rifugio nel cuore del deserto, ad Askja e Landmannahellir, in camerata unica: per quelle notti serve attrezzatura propria.
Necessario per le due notti in rifugio
- 1 sacco a pelo: i rifugi sono riscaldati, ma la biancheria da letto non è fornita
- 1 asciugamano grande in microfibra o 1 accappatoio poco voluminoso
- 1 asciugamano piccolo
- Utile un cuscino da campeggio gonfiabile
I gettoni doccia per i due rifugi sono inclusi nella quota.
Abbigliamento a pelle
- 2 magliette a pelle (filo di Scozia o tessuti drenanti e/o termici, anche a collo alto)
- 2 paia di calze medio-leggere da riposo (cotone spugna)
- 2 paia di calzettoni specifici per l’escursionismo (con rinforzi e strati raddoppiati)
- 1 calzamaglia per chi è freddoloso
- 1 costume da bagno
- 1 cuffia da piscina
- 1 pigiama (in pile o cotone)
- Biancheria intima in quantità a scelta
Abbigliamento
- 2 maglie o camicie a maniche lunghe
- 1 maglione (di pile è meglio)
- 1 gilet in tessuto
- 1 giacca impermeabile non imbottita, con membrana traspirante (tipo Gore-Tex o similari)
- 1 piumino leggero o di media pesantezza, in base alle proprie esigenze
- 1 cappellino per il freddo (meglio in pile)
- 1 paio di guanti leggeri (lana o pile)
- 1 pantalone da viaggio
- 2 pantaloni adatti all’escursionismo, meglio se accorciabili (elasticizzati, idrorepellenti, resistenti, antivento: no jeans, no cotone)
- 1 copri-pantalone impermeabile
Calzature
- 1 paio di scarpe comode e leggere da viaggio e riposo
- 1 paio di scarpe da escursionismo: calzatura alta, meglio se tutta in pelle, robusta, suola con carrarmato ben pronunciato, impermeabilizzata, con stringa di scorta e soletta interna estraibile
- 1 paio di ciabattine leggere per la guesthouse, la doccia o la piscina
Accessori e attrezzature
- Kit di pulizia personale (spazzolino, sapone, shampoo, crema per le mani)
- Kit farmacia personale
- 1 paio di occhiali da sole
- 1 binocolo tascabile
- 1 borraccia o thermos da un litro (in metallo è meglio)
- Una luce tascabile: nei rifugi la corrente elettrica è scarsa o assente
- Macchina fotografica con caricabatterie: le prese sono di tipo Schuko, voltaggio 220 volt
- Bastoncini da trekking telescopici
- Ghette leggere, antipioggia e possibilmente coprenti parte della scarpa
Nelle strutture convenzionali, invece, le camere sono sempre riscaldate e i letti già provvisti di cuscino, lenzuola, piumone e asciugamano.
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