Perché fare questo viaggio
Un Grand Tour esaustivo attraverso tre anime dell’Indonesia: Java, con i templi di Borobudur e Prambanan e l’alba sul vulcano Bromo; Sulawesi, nel cuore della civiltà Toraja tra villaggi Tongkonan e riti funebri ancestrali; il Borneo del Kalimantan, dove due notti a bordo di una tradizionale barca klotok regalano incontri ravvicinati con gli orangutan nella foresta pluviale. Accompagnatrice italiana per l’intero viaggio, affiancata da guide locali in ogni tappa.
Quattro voli intercontinentali Italia-Indonesia, quattro voli interni tra le isole e un tragitto in treno da Yogyakarta a Surabaya compongono una logistica complessa ma rodata, pensata per un piccolo gruppo di massimo 12 partecipanti. Un viaggio che alterna spiritualità, natura selvaggia e tradizioni uniche al mondo, in una delle aree a maggior biodiversità del pianeta.
Il programma giorno per giorno
Giorno 1
Italia – Indonesia via Singapore
Ritrovo con l’accompagnatrice in aeroporto a Roma Fiumicino, presso il padiglione partenze internazionali, almeno due ore e mezza prima della partenza. Consegna del kit da viaggio NATURAVIAGGI, formalità d’imbarco e primi momenti di conoscenza tra i partecipanti, prima di decollare con Singapore Airlines in direzione Est.
Giorno 2
Scalo a Singapore e arrivo a Yogyakarta
Breve scalo tecnico a Singapore, con la possibilità di sgranchirsi le gambe in aeroporto durante l’attesa della coincidenza. Proseguimento verso Yogyakarta, dove si atterra in mattinata: disbrigo delle formalità doganali, incontro con la guida locale e trasferimento verso il centro città.
Primo assaggio di Java con la visita del quartiere storico di Kota Gede, sede della prima capitale del Sultanato di Mataram e oggi noto per la lavorazione artigianale dell’argento. Sistemazione in hotel, con il resto del pomeriggio libero per assecondare il fuso orario, cena e pernottamento.
Giorno 3
Yogyakarta, Prambanan e Borobudur
Giornata dedicata ai grandi capolavori architettonici di Java: si parte dal Keraton, il palazzo reale del Sultano, per poi raggiungere Prambanan, il più grande complesso induista dell’Indonesia, 240 templi costruiti nel IX secolo e dedicati alla Trimurti (Brahma, Vishnu e Shiva). Pranzo in corso di escursione.
Nel pomeriggio, il momento più atteso: Borobudur, il più grande tempio buddhista al mondo, progettato come un percorso spirituale a dieci livelli verso l’illuminazione, con oltre settanta stupa che custodiscono statue del Buddha. Tempo anche per i due templi minori limitrofi, Pawon e Mendut, prima del rientro a Yogyakarta.
Giorno 4
Verso l'area del Monte Bromo
Trasferimento in treno da Yogyakarta a Surabaya, un modo suggestivo di attraversare la campagna giavanese tra risaie e villaggi. Da Surabaya si prosegue in bus fino a Sukapura, ai piedi del massiccio vulcanico del Bromo, uno dei più iconici dell’arcipelago indonesiano.
Sistemazione in un resort panoramico a duemila metri di quota, con vista sulle montagne circostanti: relax, cena e pernottamento, in attesa della sveglia notturna che attende il gruppo l’indomani.
Giorno 5
L'alba sul vulcano Bromo
Sveglia nel cuore della notte e partenza in jeep 4×4 verso il Penanjakan Viewpoint, a 2770 metri: qui si attende l’alba sui vulcani Bromo, Batok e Semeru, uno degli spettacoli naturalistici più fotografati di tutta l’Indonesia. Si scende poi nel Mare di Sabbia, la caldera del Tengger, fino ai piedi del cratere fumante, che chi vuole può raggiungere salendo una scalinata di 250 gradini.
Rientro al resort e trasferimento pomeridiano a Surabaya, con pranzo lungo il tragitto: sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
Giorno 6
Volo per Sulawesi e Makassar
Colazione e trasferimento in aeroporto per il volo verso Makassar, capoluogo di Sulawesi, terra dei re celesti e delle antiche tradizioni Toraja. All’arrivo, incontro con la nuova guida locale e primo giro d’orientamento in questa vivace metropoli sull’isola orientale dell’arcipelago, nota anche come Ujung Padang.
Sistemazione in hotel con vista sulla città e sulla spiaggia, relax, cena e pernottamento, in attesa del trasferimento verso l’altopiano che attende il gruppo l’indomani.
Giorno 7
Verso l'altopiano Toraja, Rantepao
Partenza mattutina per un viaggio via terra di circa otto ore verso l’altopiano Toraja: si attraversano passi montani panoramici e i villaggi dei Bugis, riconoscibili per le tradizionali case su palafitte. Pranzo in un ristorante locale, poi sosta pomeridiana per un caffè a Bambapuang, con una vista spettacolare sull’altopiano sottostante.
Arrivo in serata a Rantepao, capitale della reggenza di Toraja e porta d’accesso a uno dei territori culturalmente più affascinanti dell’intera Indonesia: sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
Giorno 8
Tana Toraja, tra riti e villaggi ancestrali
Prima giornata intera dedicata alle tradizioni Toraja, un popolo per cui la morte non è un addio ma una celebrazione: si visitano le tombe scolpite nella roccia di Lemo, vegliate dalle statue lignee Tau Tau, e la sepoltura degli infanti negli alberi sacri di Kambira. Pranzo in un ristorante locale a Rantepao.
Nel pomeriggio, la grotta naturale di sepoltura di Londa e il villaggio tradizionale di Kete Kesu, celebre per le sue sculture lignee e per le case Tongkonan dai tetti curvi. Rientro in hotel, cena e pernottamento.
Giorno 9
Tana Toraja, il villaggio più antico e i megaliti
Seconda giornata di full immersion tra le tradizioni Toraja: si comincia con Palawa, il villaggio più antico dell’altopiano, dove corna di bufalo ornano le facciate delle case tradizionali. Si prosegue verso Sa’dan, celebre per la tessitura a mano, e Bori, sito megalitico con antiche pietre erette in memoria dei defunti di alto rango.
Il pomeriggio si conclude a Marante, villaggio ricco di Tongkonan ben conservate e tombe rupestri. Pranzo a Rantepao, poi cena e pernottamento in hotel, a chiusura di due giorni indimenticabili nel cuore di Sulawesi.
Giorno 10
Rantepao – Makassar – Jakarta
Rientro via terra a Makassar, con soste lungo il percorso e pranzo in un ristorante locale, prima del trasferimento in aeroporto per il volo pomeridiano diretto a Jakarta, capitale dell’Indonesia e megalopoli da oltre dieci milioni di abitanti.
All’arrivo, trasferimento con shuttle dell’hotel e sistemazione nelle camere riservate: relax, cena libera e pernottamento, prima di lasciare il giorno seguente la terraferma per l’avventura fluviale del Borneo.
Giorno 11
Pangkalan Bun, si sale a bordo del klotok
Trasferimento in aeroporto per il volo verso Pangkalan Bun, nel Borneo indonesiano. All’arrivo, incontro con il rappresentante locale e breve trasferimento fino a Kumai, dove si sale a bordo di un klotok, la tradizionale imbarcazione fluviale in legno: a bordo, un comandante, un cuoco e una guida naturalista accompagneranno il gruppo per i prossimi tre giorni.
Nel pomeriggio si naviga lentamente lungo il fiume Sekonyer, nel cuore del Parco Nazionale di Tanjung Puting, osservando dalle sponde scimmie proboscidate, macachi dalla coda lunga e una fitta avifauna. Cena e primo pernottamento a bordo, su materassi protetti da zanzariere.
Giorno 12
Sul fiume Sekonyer, tra i centri degli orangutan
Giornata intera di navigazione e vita di bordo. Prima tappa Pondok Tanggui, terzo centro di riabilitazione per orangutan del parco, dove si assiste al momento della pappa delle 9:00, poi si prosegue lungo un canale laterale dalle acque color tè, tra riflessi di vegetazione e possibili avvistamenti di coccodrilli d’acqua dolce.
Il fiume conduce infine a Camp Leakey, fondato nel 1971 dalla primatologa Biruté Galdikas, dove gli orangutan più anziani vengono reintrodotti nella foresta: da qui un breve trekking nella giungla precede il pranzo a bordo e la seconda sessione di alimentazione delle 14:00. Cena e pernottamento sul klotok, immersi nella quiete del fiume.
Giorno 13
Ultima giornata sul fiume, rientro a Jakarta
Sveglia presto per ascoltare ancora una volta il risveglio della foresta, colazione a bordo e ultima navigazione di ritorno verso Kumai, tra gli stessi scorci di rive fluviali e fauna che hanno accompagnato l’intera avventura sul Sekonyer.
Da Kumai, trasferimento in aeroporto e volo verso Jakarta: all’arrivo, shuttle dell’hotel e sistemazione nelle camere riservate. Relax, pasti e pernottamento, chiudendo così il capitolo Borneo del viaggio.
Giorno 14
Jakarta, volo di rientro via Singapore
Mattinata dedicata a un primo, breve sguardo sulla capitale indonesiana, non vista con calma il giorno dell’arrivo in Borneo. Nel primo pomeriggio, trasferimento in aeroporto con lo shuttle dell’hotel, in tempo utile per l’imbarco sul volo Singapore Airlines verso l’Europa, con scalo tecnico a Singapore.
Giorno 15
Arrivo in Italia
Atterraggio a Roma Fiumicino in mattinata presto, giusto in tempo per organizzare con calma il rientro verso le proprie residenze. Si chiude qui un viaggio che ha attraversato tre mondi diversi dell’arcipelago indonesiano — templi, vulcani, etnie e foresta pluviale — lasciando la promessa di future avventure insieme.
Informazioni di viaggio
I tour in Indonesia si svolgono tutto l’anno, ma il periodo più consigliato va da maggio a settembre, la stagione secca, quando la probabilità di pioggia è minore. Trattandosi comunque di foresta pluviale, sono sempre possibili brevi rovesci improvvisi, con maggiore frequenza tra novembre e aprile. Le temperature sono costantemente calde e l’umidità elevata: è importante idratarsi molto durante tutto il viaggio.
La formula è itinerante, con cambio di località quasi quotidiano tra escursioni culturali e naturalistiche di difficoltà contenuta, dai pochi minuti alla mezza giornata, alla portata di qualsiasi camminatore minimamente allenato. Zainetto da escursione con l’essenziale: macchina fotografica, giacca a vento, un po’ di frutta o cioccolata e la borraccia.
Per l’ingresso in Indonesia servono il visto all’arrivo (e-VOA) e la carta d’arrivo elettronica, due pratiche separate da fare online prima di partire: i dettagli sono nelle domande frequenti. Passaporto in corso di validità per l’intera durata del viaggio. La connessione internet è buona nelle città, ma la morfologia del territorio la rende inaffidabile nelle aree interne e lungo le valli: nel tratto in Borneo, sul fiume, è meglio metterla in conto come assente. Molte strutture ricettive offrono comunque Wi-Fi gratuito.
La complessa geografia indonesiana, distribuita su isole diverse e paesaggi molto vari, richiede l’uso combinato di più mezzi di trasporto: quattro voli intercontinentali Italia-Indonesia con la Singapore Airlines, quattro voli interni tra le isole, un tragitto in treno da Yogyakarta a Surabaya per attraversare la campagna giavanese, un bus privato climatizzato per gli spostamenti via terra e, nel tratto finale, due imbarcazioni klotok per la navigazione sul fiume Sekonyer.
Il gruppo, tra un minimo di 10 e un massimo di 12 partecipanti, è seguito per l’intero tour da un’accompagnatrice italiana esperta dell’Indonesia, affiancata in ogni tappa da guide turistiche locali in lingua italiana e inglese. La quota include l’assicurazione medico e bagaglio (per gli over 74 anni la copertura va ricalcolata); l’assicurazione annullamento viaggio è invece facoltativa e va aggiunta su richiesta.
Gli hotel selezionati, sempre in camera doppia con servizi privati, sono ben contestualizzati nell’ambiente circostante e spesso a gestione locale, con standard buoni e in alcuni casi superiori: servizi paragonabili agli hotel occidentali, ma con architetture e arredi caratteristici di ogni tappa del viaggio, dalle risaie di Java ai villaggi Tongkonan di Sulawesi.
Le camere doppie sono composte tra persone dello stesso sesso e, quando possibile, di età simile. Chi viaggia da solo non è obbligato a prendere la singola: può condividere la doppia con un altro partecipante. La camera singola resta disponibile su richiesta, con un sovrapprezzo. Se però nella composizione finale del gruppo si dovesse restare scompagnati, sarà necessario un contributo economico per la sistemazione singola.
Il tratto sul fiume Sekonyer, in Borneo, è l’esperienza più insolita del viaggio: due notti a bordo del klotok, dormendo tutti insieme sul ponte superiore dell’imbarcazione, su materassi protetti da zanzariere, in un’atmosfera notturna avvolta dai suoni della foresta pluviale. A bordo un bagno essenziale in comune e la compagnia dell’equipaggio locale per l’intera durata della navigazione.
La cucina indonesiana è caratterizzata da una grande varietà di sapori e spezie: il riso è l’alimento base, accompagnato da carne, pesce, verdure e una vasta gamma di salse aromatiche. La quota comprende quasi tutti i pasti indicati nel programma — la formula prevalente è la pensione completa in hotel o in ristoranti locali, con qualche pasto libero nelle tappe di solo pernottamento.
A bordo del klotok, durante la navigazione sul Sekonyer, i pasti sono inclusi in pensione completa e serviti freschi direttamente dal cuoco di bordo, con una buona varietà di piatti della tradizione indonesiana: acqua minerale, tè, caffè e snack sono sempre disponibili durante le escursioni fluviali.
Non sono incluse le bevande alcoliche e analcoliche extra, così come mance e gratifiche, generalmente gradite per il personale locale e l’equipaggio della barca.
Domande frequenti
Che documenti servono per partire?
Il passaporto — e su questo le autorità indonesiane sono più esigenti della media. Servono una validità residua di almeno 6 mesi dalla data di ingresso e almeno due pagine bianche, senza timbri, per apporre il visto all’arrivo. La Farnesina definisce questo requisito tassativo, senza eccezioni.
C’è però una seconda parte, meno nota e più insidiosa: l’Immigrazione indonesiana contesta anche lo stato fisico del libretto, e si sono registrati casi di turisti italiani a cui è stato rifiutato l’ingresso nel Paese. Prima di partire conviene controllare che il passaporto non abbia strappi o tagli, che non ci siano scollature — soprattutto vicino alla copertina — che la pagina con foto e dati anagrafici sia perfettamente leggibile, che non vi siano segni o macchie sulla foto o sul codice a barre, e che non manchi alcuna pagina. Se il libretto è malmesso, va rifatto prima di partire: in aeroporto non si discute.
Durante il viaggio è bene portare sempre con sé il passaporto o almeno una copia: la Farnesina segnala casi di viaggiatori fermati fino all’identificazione perché sprovvisti di documenti.
Serve un visto per entrare in Indonesia?
Sì, e le pratiche da fare sono tre, su due portali diversi. Conviene non confonderle.
1. Il visto: e-VOA
Per soggiorni turistici sotto i 30 giorni — come questo viaggio — i cittadini italiani sono esentati dall’obbligo di richiedere il visto in anticipo: si ottiene un visto all’arrivo (e-VOA), al banco dedicato nei principali aeroporti internazionali, oppure online su evisa.imigrasi.go.id, in questo caso almeno una settimana prima della partenza. Serve un biglietto di ritorno o di prosecuzione fuori dall’Indonesia. Il costo è indicato sul portale ufficiale.
Vale 30 giorni ed è rinnovabile una volta per altri 30, chiedendolo almeno una settimana prima della scadenza, presso l’Autorità di Immigrazione più vicina o di nuovo online: in quel caso l’Immigrazione convoca poi via email presso i propri uffici.
2. La carta d’arrivo
Obbligatoria per tutti i viaggiatori: si compila su allindonesia.imigrasi.go.id nei tre giorni precedenti l’arrivo, non prima.
3. La dichiarazione doganale
Elettronica, sullo stesso portale e nella stessa finestra di tre giorni. Le autorità doganali la richiedono all’aeroporto di arrivo.
Due avvertenze che contano
Chi entra con l’e-VOA deve uscire da uno degli aeroporti o porti della lista ufficiale: sono segnalati casi di uscita negata da scali non inclusi. E chi possiede un passaporto temporaneo non può ottenere il visto all’arrivo: deve richiederne uno specifico alla rappresentanza diplomatica indonesiana prima di partire.
Superare i giorni concessi dal visto è considerato una violazione grave delle leggi sull’immigrazione, con multe per ogni giorno e pene fino a cinque anni. Data la severità delle autorità indonesiane, la Farnesina consiglia di informarsi preventivamente presso l’ambasciata indonesiana a Roma. Indicazioni sempre aggiornate su viaggiaresicuri.it.
Che moneta si usa in Indonesia?
La Rupia indonesiana (IDR). È una valuta a taglio molto alto (le banconote arrivano a centinaia di migliaia di rupie), utile scaricare un’app di conversione per orientarsi rapidamente sui prezzi.
Servono vaccinazioni o la profilassi antimalarica?
Nessuna vaccinazione è obbligatoria per chi arriva direttamente dall’Italia: la febbre gialla lo è soltanto per chi proviene da un Paese a rischio. Il medico di viaggio consiglia però abitualmente le coperture per epatite A e B, tifo e antitetanica — la Farnesina segnala l’epatite virale come endemica in tutta l’Indonesia e il tifo come diffuso su tutto il territorio. Il consulto va fatto prima della partenza.
Sulla malaria, un punto da non sottovalutare: la Farnesina classifica Kalimantan e Sulawesi come aree endemiche, e sono due delle tre isole toccate da questo viaggio. Non è una ragione per rinunciare, ma è una cosa da discutere con il proprio medico o con un centro di medicina dei viaggi, che valuterà se una profilassi ha senso nel vostro caso. Il consulto va fatto con qualche settimana di anticipo, perché alcune profilassi si iniziano prima di partire.
Al di là dei farmaci, la difesa più efficace è non farsi pungere: repellente per insetti (quelli a base di DEET sono i più efficaci, ma esistono alternative più delicate come il Mosiguard), maniche lunghe la sera, e le zanzariere che a bordo del klotok proteggono i materassi. Conviene portare il repellente da casa: in loco si trova solo a Pangkalan Bun e talvolta a Kumai, non sempre facilmente.
Infine le precauzioni alimentari, che valgono per tutto il viaggio: bere solo acqua imbottigliata o minerale, senza aggiungere ghiaccio, e lavare accuratamente frutta e verdura con amuchina o bicarbonato.
Come funziona l'assistenza sanitaria in Indonesia?
Conviene saperlo prima: gli stranieri non hanno accesso ad alcuna forma di assistenza sanitaria pubblica in Indonesia, e il livello delle strutture locali non è paragonabile agli standard occidentali. Le poche strutture adeguate si trovano nelle grandi città — Jakarta, Surabaya, Bali — cioè non dove si passa la maggior parte di questo viaggio.
Per questo la quota comprende un’assicurazione medico e bagaglio, che è la risposta pratica al problema: in caso di necessità copre le spese e, nei casi seri, il rimpatrio sanitario. Per i partecipanti con più di 74 anni la copertura va ricalcolata prima della partenza, mentre l’assicurazione contro l’annullamento del viaggio è facoltativa e si aggiunge su richiesta.
Chi desidera massimali più alti di quelli previsti può richiedere un preventivo per una copertura integrativa in fase di iscrizione.
Quale bagaglio portare per l'Explorer?
Un borsone morbido o semi-morbido da 60 litri e uno zaino da escursionismo da 25/35 litri (max 45×60×50 cm) da portare in aereo come bagaglio a mano, utile anche durante le escursioni.
Qui il bagaglio morbido non è una preferenza estetica ma una necessità logistica: in quindici giorni passa per quattro voli interni, un treno, un bus e due imbarcazioni klotok, e a bordo delle barche lo spazio è quello di una casa galleggiante. Niente valigie rigide o di grande volume.
Lo schema mostra due taglie da 105 e 137 litri: serve come riferimento di forma e proporzioni, non di capienza. Il litraggio da rispettare resta quello indicato sopra, 60 litri.
Cosa mettere in valigia per l'Explorer?
Il clima è tropicale e umido, intorno ai 28°C, ma non serve solo roba leggera: l’alba sul vulcano Bromo, a oltre duemila metri, è la sorpresa fredda del viaggio. Vale la regola degli strati, con qualcosa di caldo che resta in fondo alla borsa per una mattina sola.
Biancheria intima
- Biancheria in quantità a scelta
- 3 magliette a pelle (filo di Scozia o tessuti drenanti)
- 3 paia di calze medio-leggere (spugna di cotone)
- 1 paio di calzettoni per le camminate più lunghe
Abbigliamento
- 2 maglie o camicie a maniche lunghe in cotone: utili anche la sera contro le zanzare
- 1 maglia pesante per la sera e per l’alba sul Bromo
- 1 giacca o mantella impermeabile: siamo in foresta pluviale, un rovescio è sempre possibile
- 1 berrettino leggero
- 1 cappellino per il sole
- 1 paio di guanti leggeri, solo per l’alba in quota
- Magliette leggere a maniche corte
- 2 paia di pantaloni da viaggio leggeri
- 1 paio di pantaloni elasticizzati per camminare
- 2 paia di pantaloni lunghi leggeri
Calzature
- 1 paio di scarpe comode, leggere e robuste da viaggio e riposo
- 1 paio di scarpe per le camminate più lunghe
- 1 paio di ciabattine o sandali bassi di gomma, comodi a bordo del klotok
Accessori e attrezzature
- Repellente per insetti: meglio portarlo da casa, in loco non è facile da trovare
- 1 accappatoio in microfibra o un telo da bagno
- Kit di igiene personale (spazzolino, dentifricio, sapone, shampoo, crema per le mani)
- Kit farmacia personale
- 1 pigiama leggero in cotone
- 1 paio di occhiali da sole
- 1 piccola luce tascabile
- Crema solare, protezione 15 minimo
- 1 binocolo tascabile: sul Sekonyer gli oranghi si avvistano tra le fronde
- 1 costume da bagno
- Bastoncini telescopici per le escursioni (opzionali)
- 1 coltellino svizzero, rigorosamente nel bagaglio in stiva (opzionale)
- 1 borraccia da un litro (opzionale)
- 1 thermos piccolo (opzionale)
- Macchina fotografica
Le zanzariere sui materassi del klotok sono fornite a bordo: non serve portarne una.
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