Il popolo rosso della Namibia, gli Himba e la melodia della vita

Alla scoperta della bellezza del popolo Himba e delle donne che si tingono la pelle di rosso, intonando canti magici che accompagnano per sempre la vita del villaggio.

La Namibia è una terra di contrasti, di desolate vallate che si incastrano con le pianure, di dune sabbiose e di foreste. Parliamo della Namibia come uno degli stati più belli, e più giovani, del continente africano. Queste magiche terre possiedono molte peculiarità, tra cui il Deserto del Namib lungo la costa atlantica, la rigogliosa fauna selvativa e, degno di nota, possiede la caratteristica di essere una delle nazioni con la minor densità demografica al mondo, seconda solo alla Mongolia.

Etnie e popolazioni nomadi

La popolazione è suddivisa in ben undici etnie, ma quelli che vi portiamo a conoscere oggi sono gli Himba (o Ovahimba), pastori nomadi che vivono in insediamenti sparsi in tutta la regione della Namibia settentrionale. Tendenzialmente si spostano nelle stagioni secche in cerca delle risorse necessarie a sfamare il bestiale, mentre si fermano dove abbondano acqua e cibo. Grazie ai pochi rapporti con gli europei, gli Himba hanno mantenuto gran parte del loro stile di vita tradizionale.

Come è nato il popolo (Ova)Himba

Gli Himba discendono da un gruppo di Herero che, nella seconda metà del XIX secolo migrarono dal Kaokoland verso l’Angola, per sfuggire alla aggressioni dei Nama. Numerosi furoni i conflitti fra le varie popolazioni ed insefiamenti locali. Quando furono in Angola, chiesero ospitalità ai San della tribù Ngambwe: per questa richiesta di aiuto vennero chiamati “Ovahimba” (a seguire “Himba”), che significa “popolo che mendica”. Una visita ai villaggi degli Himba ci regali forti emozioni e ci permette di conoscere, attraverso le tradizioni, un popolo davvero determinato a non omologarsi ed a mantenere la propria identità culturale.

la tipica pelle rossa di una donna himba
Foto di Riccardo Parretti: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-cappello-africa-ritratto-10527660/

Il popolo Himba si distingue per la cordiale accoglienza e per la particolare bellezza delle donne. Gli uomini indossano pochi capi di vestiario, mentre le donne si ricoprono il corpo con un impasto rosso composto da ocra, burro e erbe che protegge la pelle dal clima desertico e dona loro un’estetica davvero affascinante.

Alcune curiosità sulle donne Himba

  1. Le loro acconciature cambiano a seconda dell’età della donna perché possiedono un significato simbolico: da bambine i loro capelli sono raccolti in due grosse trecce che cadono in avanti ai lati del viso, in età fertile le treccine diventano tantissime e strette, da sposate usano una crocchia di pelle di capra per ornamento che ferma una parte dei capelli sopra la testa.
  2. Le donne himba svolgono i lavori più pesanti come ad esempio mungere gli animali,  occuparsi dei bambini, trasportare l’acqua e costruire le abitazioni.
  3. La donna più anziana del villaggio cura il fuoco sacro, sempre acceso al centro del villaggio, che non deve spengersi mai, perché esso rappresenta lo spirito protettivo del Bene.
  4. La data di nascita di un figlio non viene registrata al momento stesso del parto, quando il piccolo o la piccola vedono la luce per la prima volta, né da quando vengono concepiti. Essa corrisponde al momento in cui esso si manifesta nell’immagine nella mente della madre, la quale decide di accoglierlo nel suo grembo.
  5. Quando decide di diventare mamma, una donna Himba si siede da sola sotto un albero ad ascoltare il suono della Natura fino a che non riceve un messaggio da quest’ultima, la quale le sussurra il canto della creatura che attraverso di lei si incarnerà. Dopo aver udito la melodia, la donna torna da colui che sarà il padre e insieme continuano a evocare dolcemente le melodia invitando l’anima della futura creatura a scegliere di prendere dimora nel corpo della donna. Durante tutto il periodo della gravidanza, cosi come anche durante il parto, la futura mamma, insieme alle levatrici ed alle sciamane del villaggio, accompagnano la venuta al mondo del nascituro. Tutto il villaggio accompagna il bambino con la sua melodia nelle varie fasi della sua vita, fino all’età adulta, quando anche in conseguenza di un errore, un comportamento non appropriato o davanti ad un atto criminoso, la melodia ritorna e tutta la comunità si adopera, attraverso di esso, per riportarlo sulla retta via, ricordandogli la canzone capace di purificare il suo cuore. Una melodia primitiva capace di riportarlo in contatto con se stesso, correggendo il suo comportamento grazie all’amore del ricordo della sua identità più profonda. La melodia lo segue tutta la vita, anche durante il rito del matrimonio, quando a ciascuno dei due sposi viene intonato il sacro ritornello, e fino in fondo alla sua vita, quando il corpo è sdraiata sul letto di morte. Tutti gli abitanti si riuniscono per cantare insieme, e per l’ultima volta, la melodia, nel desiderio di rendere più dolci gli ultimi momenti.

https://www.youtube.com/watch?v=mz-2bFe18x4

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